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Storia di Torino. VI. La città nel Risorgimento (1798-1864)


2000
Grandi Opere
pp. CLX - 896
€ 67,14
ISBN 9788806154745

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Parte prima. Da capitale a periferia (1798-1814) 1. B. Bongiovanni, Giacobini e controrivoluzionari. 2. G. Gozzini, Torino napoleonica da capitale a periferia: ceti e gruppi sociali. 3. F. Levi, La vita economica tra il 1790 e il 1864. 4. L. Re, Lavori pubblici e sviluppo edillizio. 5. R. Roccia, Gli uomini nuovi dell'amministrazione municipale. 6. M. Violardo, La vita e le istituzioni culturali: l'istruzione pubblica; l'Università; le Accademie e lo sviluppo delle scienze; i circoli intellettuali; gazzette, almanacchi, editori. 7. G.Tuninetti, Organizzazione ecclesiastica, confraternite e vita religiosa. 8. R. Audisio, Polizia e ordine pubblico; sanità e beneficenza. Parte seconda. Da capitale restaurata a capitale spodestata (1814-1864) 1. V. Levra, Una capitale fra restaurazione e modernizzazione. 2. G. Gozzini, Sviluppo demografico e classi sociali tra la Restaurazione e l'Unità. 3. P. Sereno, Il problema delle comunicazioni. L'assetto urbano. 4.1. V. Comoli Mandracci, La municipalità e i piani. 4.2. V. Comoli Mandracci, Le residenze della borghesia, i giardini. 5. L'attività del Municipio. 5.1. R. Roccia, Amministratori e amministrazione 6. La vita politica 6.1. G. Talamo, Società segrete e gruppi politici liberali e democratici sino al '48 6.2. P. Stella, Cultura e associazioni cattoliche 6.3. G. Talamo, Stampa e vita politica dal 1848 al 1864. 7. La vita e le istituzioni culturali. 7.1. E. De Fort, L'istruzione primaria e secondaria e le scuole tecniche. 7.2. M. Violardo, L'Università e le Accademie; le scienze giuridiche, storiche, filosofiche, filologiche; il dibattito sull' economia politica. 7.3. S. Montaldo, L'Università e le Accademie; le scienze naturali, matematiche, fisiologiche e mediche. 7.4. R. Roccia, L'editoria 7.5. F. Dalmasso, La cultura artistica 7.6. A. Ferraris, Le riviste, la produzione letteraria in lingua e dialetto (romanzo, poesia patriottica). 7.7. Il teatro 7.7.1. L. Tamburini, Compagnie e copioni 7.7.2. G. Davico Bonino, Lingua e dialetto. 7.8. G. Zaccaria, La letteratura dell' emigrazione. 7.9. A. Basso, La musica. 7.10. P. L. Bassignana, Le esposizioni. 8. Le identità religiose. 8.1.1. G. Tuninetti, I cattolici; l'organizzazione ecclesiastica. 8.1.2. P. Stella, I cattolici; la pratica religiosa. 8.2. A. Comba, I valdesi. 8.3. F. Levi, Gli ebrei. 9. V. Levra, Il trasferimento della capitale.



Contributi di Bruno Bongiovanni
Contributi di Giovanni Gozzini
Contributi di Fabio Levi
Contributi di Giuseppe Bracco
Contributi di Rosanna Roccia
Contributi di Luciano Re
Contributi di Marco Violardo
Contributi di Giuseppe Tuninetti
Contributi di Roberto Audisio
Contributi di Paola Sereno
Contributi di Vera Comoli Mandracci
Contributi di Giuseppe Talamo
Contributi di Pietro Stella
Contributi di Ester De Fort
Contributi di Silvano Montaldo
Contributi di Franca Dalmasso
Contributi di Angiola Ferraris
Contributi di Luciana Tamburini
Contributi di Giuseppe Zaccaria
Contributi di Alberto Basso
Contributi di Pier Luigi Bassignana
Contributi di Augusto Comba
A cura di Umberto Levra

Prosegue l'indagine einaudiana su Torino. Il sesto volume approfondisce l'epoca risorgimentale: l'influenza della Rivoluzione francese, la Restaurazione, le società segrete, la cultura dell'epoca e molti altri argomenti relativi alla prima capitale d'ltalia sono approfonditi dai piú accreditati storici del Risorgimento.

Il libro

Un forte impianto di storia tradizionale e continue aperture sia sulle vicende sociali, culturali, religiose, letterarie, scientifiche, artistiche, sia sul mondo dei giornali e dell'editoria, sulla beneficenza e sulla sanità accompagnano il lettore lungo il sesto volume della Storia di Torino. In poco piú di sessant'anni in città si susseguono incalzanti gli avvenimenti: all'effimera parentesi rivoluzionaria e al ritorno dei Savoia seguono la meteora napoleonica e la Restaurazione. Dalle illusioni presto spente del 1821, nella polarità fra assolutismo e riforme, si giunge alla "rivoluzione guidata" del 1848. La breve euforia seguita all'Unità trova il suo epilogo nei moti contro il trasferimento della capitale, che lasciano Torino orfana del titolo di cui si era fregiata per quattrocento anni, costretta ad inventarsi un nuovo futuro. Ne risulta un ritratto ricco e variegato della città che, in meno di un secolo, fu alternativamente centro e periferia, capitale e confine di quel Regno d'Italia che aveva contribuito in modo determinante a formare.

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