Il romanzo II. Le forme
2002
Grandi Opere pp. XIV - 748 € 80,00 ISBN 9788806152918 Indice
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Contributi di Massimo Fusillo
Contributi di Thomas Pavel
Contributi di Abdelfattah Kilito
Contributi di Marie-Luise Ollier
Contributi di Francisco Rico
Contributi di Thomas Dipiero
Contributi di Perry Anderson
Contributi di Ian Duncan
Contributi di Paolo Tortonese
Contributi di Efraín Kristal
Contributi di Maria Di Salvo
Contributi di Geoffrey Winthrop-Young
Contributi di Ambrosio Fornet
Contributi di Mieke Bal
Contributi di Marco Praloran
Contributi di Franco Fido
Contributi di Enrico Testa
Contributi di Mario Barenghi
Contributi di Antonio Faeti
Contributi di Alfonso Berardinelli
Contributi di Beatriz Sarlo
Contributi di Daniel Couégnas
Contributi di Jeffrey Brooks
Contributi di Meenakshi Mukherjee
Contributi di Andreas Gailus
Contributi di Paola Colaiacomo
Contributi di Francis Mulhern
Contributi di Philip Fisher
Contributi di Ato Quayson
Contributi di Edoardo Sanguineti
Contributi di Giuseppe Sertoli
Contributi di Anne Herschberg Pierrot
Contributi di Giovanna Angeli
Contributi di Myra Jehelen
Contributi di Roberto Francavilla
Contributi di Mariolina Bongiovanni Bertini
Contributi di Clarisse Zimra
A cura di Franco Moretti
Nella sala macchine del romanzo. Come funziona. Come seduce. Come ci porta in altri mondi. |
Dopo che il primo volume, La cultura del romanzo, ha analizzato il romanzo nel mondo (chi ha provato a mandare il romanzo in galera e chi se l'è portato in vacanza, il romanzo che dà una mano a rafforzare le lingue nazionali e il romanzo che baruffa con la scuola...), il secondo volume passa ora a vederlo dall'interno. È come aprire il cofano di questa macchina che racconta storie, per cercare di capire in che modo funziona, quali sono gli ingranaggi che la muovono e le caratteristiche che più la fanno amare: batteria, spinterogeno, raffreddamento... descrizione, stile, temporalità. Nel secondo volume ad essere studiato non è più chi scrive i romanzi e perché, ma il come si scrivono. E ciò che subito emerge è che ci sono tanti come possibili. Il romanzo è in realtà: i romanzi, le forme, plurale come plurale è il titolo di questo secondo volume. I romanzi sono sia storie d'avventura sia discussioni filosofiche, raccontano sia le peripezie di fidanzati buonissimi e castissimi sia di amanti senza scrupoli e di giovanotti ambiziosi, usano una lingua facile oppure difficilissima, possono essere scritti in prima persona o in seconda o in terza, vanno avanti una sorpresa dopo l'altra oppure si perdono in mille digressioni. La verità del romanzo è che sono tanti.
Il secondo volume mostra l'incredibile inventiva che nel corso dei secoli e dei paesi è stata sperimentata da questa forma. La struttura dell'opera, con saggi lunghi di dibattito e letture piú brevi di approfondimento, permette di attraversare e di seguire percorsi impervi e poco battuti e nello stesso tempo di mettervi un po' di ordine. La scommessa intellettuale è infatti come riuscire a ordinare questa specie di giungla senza sacrificarne la varietà. Il volume prova a farlo seguendo due direttrici. La prima è interna al romanzo: vengono esplorati i generi letterari e la scrittura romanzesca, si passa da storie con una fortissima carica idealizzatrice a quelle realistiche, dal sentimento all'avventura, dal romanzo rosa a quello nero, esplorando anche i rapporti del romanzo con l'industria culturale. La seconda direttrice è invece esterna, lo analizza in rapporto ad altre forme narrative "di confine": l'epica, la novella, il giornalismo, ecc. Il romanzo è sì infatti una forma molto ricca all'interno, ma è anche molto porosa al suo esterno, con mille traffici di confine, ed è molto invadente, tanto che spesso si parla di romanzizzazione della cultura. Il volume si conclude con una serie di letture che analizzano "I tentativi impossibili": quei romanzi, cioè, che hanno avuto la pretesa di essere onnicomprensivi, di poter mettere dentro tutto: Bouvard e Pécuchet, Tristram Shandy, Il libro dell'inquietudine di Pessoa, o Paradiso di Lezama Lima.
L'iconografia a colori firmata da Antonio Faeti racconta come nel corso dei secoli è stata illustrata l'avventura.
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