Copertina


Il romanzo I. La cultura del romanzo


2001
Grandi Opere
pp. XVIII - 920
€ 85,00
ISBN 9788806152901

A cura di Franco Moretti

Per prima cosa, il romanzo è per noi un grande fatto culturale, che ha ridefinito il senso della realtà, il fluire del tempo e dell'esistenza individuale, il linguaggio e le emozioni e i comportamenti. Romanzo come cultura, dunque.

«Una storia millenaria, una geografia planetaria»

Franco Moretti

Leggi estratti e anticipazioni scelti per la rubrica «Il romanzo» e «Il cantiere del romanzo».

Altre edizioni: La cultura del romanzo. 2008. Piccola Biblioteca Einaudi Ns

Il libro

Innumerevoli sono i romanzi del mondo. Ma come parlarne? Il romanzo proverà a combinare tre prospettive distinte. Per prima cosa, il romanzo è per noi un grande fatto culturale, che ha ridefinito il senso della realtà, il fluire del tempo e dell'esistenza individuale, il linguaggio e le emozioni e i comportamenti. Romanzo come cultura, dunque; ma certo anche come forma, e anzi forme, plurale, perché nella sua lunga storia si incontrano le creature piú sorprendenti, e l'alto e il basso si scambiano volentieri di posto, e i confini stessi dell'universo letterario diventano incerti. A volte, viene da pensare a Babele. Ma è proprio questa flessibilità che ha fatto del romanzo la prima forma simbolica davvero mondiale: una fenice che ovunque si trovi sa riprendere il volo, e ha l'astuzia di azzeccare sempre il linguaggio giusto per i suoi nuovi lettori.

Franco Moretti



Indice. Il romanzo. La cultura del romanzo. Mario Vargas Llosa, È pensabile il mondo moderno senza il romanzo?

Parte prima. Il romanzo si fa spazio.
Jack Goody, Dall'oralità alla scrittura. Riflessioni antropologiche sul narrare. Henry Zhao, Storiografia e fiction nella gerarchia culturale cinese. Adriano Prosperi, Censurare le favole. Il protoromanzo e l'Europa cattolica. Antonio Faeti, Un tenebroso affare. Scuola e romanzo in Italia. Walter Siti, Il romanzo sotto accusa.

Parte seconda. Narrazione e mentalità.
Francesco Orlando, Statuti del soprannaturale nella narrativa. L. O. Aranye Fradenburg, Passare il tempo. La storicità del romance medievale. Doris Sommer, Per amore e per la patria. Romanzo, lettori e cittadini in America Latina. Nancy Armstrong, La morale borghese e il paradosso dell'individualismo. Vittorio Coletti, La standardizzazione del linguaggio: il caso italiano. Maria Teresa Orsi, La standardizzazione del linguaggio: il caso giapponese. Sergio Givone, Dire le emozioni. La costruzione dell'interiorità nel romanzo moderno.

Letture. Il paesaggio interiore.
Roberto Gilodi, La malinconia: Anton Reiser (Karl Philipp Moritz, 1785-90). Francesco Fiorentino, L'ambizione: Il rosso e il nero (Stendhal, 1830). Alessandro Portelli, Il sentimentalismo: La capanna dello zio Tom (Harriet Beecher Stowe, 1852). Rossana Rossanda, La bontà: L'idiota (Fëdor Dostoevskij, 1868-69). Enrica Villari, Il dovere: Al paradiso delle signore (Émile Zola, 1883). Luisa Villa, La colpa: Lord Jim (Joseph Conrad, 1900). Mariolina Bertini, La gelosia: La strada di Swann (Marcel Proust, 1913). Iconografia. Dare un volto al paesaggio di Margaret Doody.

Parte terza. Gente che scrive, gente che legge.
Christa Bürger, Il sistema dell'amore. Genesi e sviluppo della scrittura femminile. Catherine Gallagher, Fiction. Kate Flint, Libri in viaggio. Diffusione, consumo e romanzo nell'Ottocento. Stefano Calabrese, Wertherfieber, bovarismo e altre patologie della lettura romanzesca. Letture. Bestseller perduti.
Monica Centanni, Il Romanzo di Alessandro. Giuseppe E. Sansone, Tirante il Bianco (Joanot Martorell, 1490). Gian Carlo Roscioni, L'Esploratore turco. The Turkish spy. Patrizio Tucci, Le avventure di Telemaco (Fénelon, 1699). April Alliston, Amore in eccesso (Eliza Haywood, 1719-20). Sergio Luzzatto, L'anno 2440 (Louis-Sébastien Mercier, 1770). Emanuela Scarano, Ettore Fieramosca o La disfida di Barletta (Massimo d'Azeglio, 1833). Susana Zanetti, María (Jorge Isaacs, 1867). Peter Madsen, L'età pericolosa (Karin Michaëlis, 1910).

Parte quarta. Raccontare la modernità.
Franco Moretti, Il secolo serio. Steven Johnson, Complessità urbana e intreccio romanzesco. Jean Rabaté, Una lingua straniata. Gli stili del modernismo. Alberto Abruzzese, Cinema e romanzo: dal visibile al sensibile.

Letture. Esperimenti con la forma, 1900-1950.
Andreina Lavagetto, I quaderni di Malte Laurids Brigge (Rainer Maria Rilke, 1910). Ann Banfield, Mrs Dalloway (Virginia Woolf, 1925). Enrico Testa, Uno, nessuno e centomila (Luigi Pirandello, 1925-26). Franco Rella, Il paesano di Parigi (Luois Aragon, 1926). Jozé Luiz Passos, Macunaíma. L'eroe senza nessun carattere (Mário de Andrade, 1934). Giuseppe Dierna, La fine dei vecchi tempi (Vladislav Vancura, 1934). Vittorio Strada, Il Maestro e Margherita (Michael Bulgakov, 1928-40).

Claudio Magris, È pensabile il romanzo senza il mondo moderno?

Indice delle opere. Indice dei nomi.

Commenti

Cino 05/10/2012 16:29

E' veramente fenomenale la sintesi che gli autori dei cinque volumi sul romanzo espongono sulla storia,la nascita ed il perchè l'Italia non è il paese del romanzo. Ottime le analisi degli autori e delle autrici italiane ma soprattutto straniere sul carattere della borghesia. Nei cinque volumi ho trovato una sintesi storica e psicologica adatta a comprendere molte delle contraddizioni e dei paradossi della nostra epoca attuale. Lo studio dei vostri volumi mi hanno convinto dandomi una traccia sul romanzo statistico che sto preparando.


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