Cormac McCarthy![]() Figlio di Dio
2000
Supercoralli pp. 172 € 13,43 ISBN 9788806150709
Traduzione di Raul Montanari
Gli abitanti della contea di Sevier, Tennessee, sono abituati alla violenza del clima e della natura, alle tempeste di ghiaccio e alle alluvioni, agli animali da preda che popolano la montagna fitta di foreste. Ma quando dal folto dei boschi emerge una creatura mostruosa, vestita di sgargianti abiti femminili, dal volto dipinto, sanno che è arrivato il momento di agire. «Village Voice» «Figlio di Dio cattura l'attenzione del lettore sin dalle prime parole». «Newsweek» «McCarthy è senz'altro un autore da conoscere, da ammirare, e, lo dico apertamente, da invidiare». Ralph Ellison
Altre edizioni:
Figlio di Dio. 2008. Super ET
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La letteratura americana negli ultimi anni ci ha abituato a serial killer colti e sofisticati, anime mostruose chiuse dentro involucri corporei insospettabili, addirittura eleganti. Ci ha abituato ad assassini capaci di dissertare sull'eterno conflitto tra Bene e Male e a vittime incapaci di far fronte al carnefice non solo sul piano fisico ma anche su quello metafisico. Cormac McCarthy ci sorprende ancora una volta raccontando con un sogghigno il trionfo assoluto del Male.
Piú simile ai personaggi del Caldwell di La via del tabacco che non a quelli di Faulkner, Lester Ballard, il protagonista di questo romanzo, è uno dei tanti «poveri bianchi» che popolano le catapecchie e i cortili del Sud rurale, le campagne fuori del tempo dove la Storia è scandita dai
linciaggi e dalle pubbliche impiccagioni, dove la promiscuità e l'incesto sono la regola, dove la miseria e l'abiezione rendono incongrua, quasi surreale, la sporadica comparsa di un'aula di tribunale o di una stanza di ospedale.
Nello spazio di una breve gelida stagione, Ballard, il contadino solitario, amante della caccia e del whisky fatto in casa, si trasforma in un animale da preda: da feticista a stupratore, ad assassino, a necrofilo. Le scorribande sempre piú sanguinose di questo serial killer controcorrente hanno come cornice la natura violenta e il paesaggio incantato delle montagne del Tennessee, e a commentarle è un coro di personaggi che, come sempre, attinge a quel museo degli orrori che è l'immaginazione di uno scrittore peraltro capace di insospettate, improvvise delicatezze.
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