Copertina

Bruno Schulz


Le botteghe color cannella

Tutti i racconti, i saggi e i disegni


2001
Supercoralli
pp. 406
€ 22,00
ISBN 9788806146054

Traduzione di Anna Vivanti Salmon
Traduzione di Vera Verdiani
Traduzione di Andrzej Zelinski

Tutti i racconti di uno dei maggiori scrittori del Novecento, per molti ormai un mito, pubblicati per la prima volta con le illustrazioni originali dell'autore; Il libro idolatrico: un sorprendente racconto in forma di immagini; gli scritti teorici e critici, molti dei quali ritrovati fortunosamente soltanto negli ultimi anni.

« Piú leggo Schulz - forse non dovrei dirlo - ma in alcuni dei racconti [...] direi che sia meglio di Kafka. Vi è un vigore piú grande in alcune delle sue storie».

Isaac Bashevis Singer



«Ricordo come fosse oggi che, letta mezza pagina de Le botteghe color cannella di Bruno Schulz, riposi il libro e me ne andai a passeggiare; mi si era fatto buio davanti agli occhi, e ancor oggi è lo stesso, mi sento mancare per quanto insolito è quel libro, per quanto prezioso e penetrante è quel testo, un testo che entra nella sfera della genialità...»

Bohumil Hrabal

Altre edizioni: Le botteghe color cannella. 2008. LETTURE EINAUDI
Le botteghe color cannella. 1991. ET Scrittori

Il libro

Il punto di partenza della fantasia visionaria di Bruno Schulz è l'affollata e disordinata bottega di stoffe del padre: un vecchietto-demiurgo che sconvolge in modo imprevedibile tutte le regole della fisica e della ragione. Jakob si arrampica come un ragnetto per gli scaffali, inseguendo i ragni; elabora arzigogolate cosmogonie interpretando a modo suo i segni del cielo; si circonda di specie bizzarre e variopinte di volatili, diventando anche lui una sorta di feroce condor; si trasforma in pompiere con tanto di divisa rosso fiammante e alamari d'oro...
Metamorfosi, travestimenti, viaggi nello spazio e nel tempo (basta come pretesto, ad esempio, un vecchio album di francobolli) si accavallano con l'ausilio di una lingua poetica schioppettante di metafore. Scettico sulle possibilità di conoscenza umane, Schulz dette libero sfogo alla fantasia e alla «mitizzazione» della realtà.
Nella infinita varietà dei suoi aspetti, l'opera di Schulz, sia letteraria sia pittorica, ha una sua unitarietà. I racconti, assieme ai disegni, costituiscono un Libro: una sorta di Bibbia dell'infanzia perduta, di quel periodo in cui, grazie al Padre, tutto sembrava - ed era - possibile: «Mi sembra che il genere d'arte che mi sta a cuore sia proprio una regressione, sia un'infanzia reintegrata. Se fosse possibile riportare indietro lo sviluppo, raggiungere di nuovo l'infanzia attraverso una strada tortuosa - possederla ancora una volta, piena e illimitata -, sarebbe l'avveramento dell"'epoca geniale", dei "tempi messianici", che ci sono stati promessi e giurati da tutte le mitologie. Il mio ideale è "maturare" verso l'infanzia».

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