Capodanno del 1935. Da un piroscafo, partito da Rio de Janeiro, sbarca a Lisbona Ricardo Reis, medico e poeta, autore di famose Odi oraziane e, soprattutto, eteronimo di Fernando Pessoa. Comincia così il romanzo in cui José Saramago fa 'vivere' uno dei personaggi nati dalla fantasia di Pessoa: gli fornisce carne, ossa, casa, una cameriera d'albergo per musa, e gambe che lo portino a rendere omaggio alla tomba del suo creatore, o a passeggiare con lui - col suo fantasma - per le vie di Lisbona. Ma, come ha sottolineato Luciana Stegagno Picchio in occasione della prima edizione italiana (1985), il vero protagonista di questo libro - che l'autore stesso ha dichiarato di prediligere - non è Reis, ma appunto l'anno della sua morte, quel 1936 che vede le camicie verdi del dittatore Salazar allearsi e idealmente marciare a fianco della camicie nere, brune e azzurre di fascisti, nazisti e falangisti, che assiste impotente all'Anschluss, alla guerra d'Etiopia, alla guerra civile spagnola. Ed è non solo con gli occhi, ma anche con l'ironia, la lucidità e la sommessa poesia di Ricardo Reis che diveniamo noi stessi spettatori di quel mondo in quei terribili mesi.
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