Storia d'Italia. Annali 24. Migrazioni
2009
Grandi Opere pp. XLVI - 804 € 95,00 ISBN 9788806188870 Indice
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Indice
Contributi di Maurizio Ambrosini
Contributi di Patrizia Audenino
Contributi di Loretta Baldassar
Contributi di Alessandro Barbero
Contributi di Antonio Bechelloni
Contributi di Corrado Bonifazi
Contributi di Luca Bravi
Contributi di Daniela Luigia Caglioti
Contributi di Eleonora Canepari
Contributi di Pietro Cingolani
Contributi di Simone Cinotto
Contributi di Michele Colucci
Contributi di Paola Corti
Contributi di Adriana Dadà
Contributi di Luca Di Sciullo
Contributi di Emilio Franzina
Contributi di Donna Rae Gabaccia
Contributi di Maria Susanna Garroni
Contributi di Frank Heinz
Contributi di Wolfgang Kaiser
Contributi di Stefano Luconi
Contributi di Sebastiano Martelli
Contributi di Amoreno Martellini
Contributi di Claudia Moatti
Contributi di Augusta Molinari
Contributi di Salvatore Palidda
Contributi di Franco Pittau
Contributi di Giovanni Pizzorusso
Contributi di Lorenzo Prencipe
Contributi di Matteo Pretelli
Contributi di Enrico Pugliese
Contributi di Franco Ramella
Contributi di Roberto Sala
Contributi di Sandro Rinauro
A cura di Matteo Sanfilippo
A cura di Paola Corti
Traduzione di Maria Lorenza Chiesara
Traduzione di Vincenzo Savini
Traduzione di Marina Schembri
Lo studio esaustivo di un fenomeno centrale dell'Italia contemporanea. L'analisi di una società italiana fluida, in continuo spostamento, da secoli. |
Questo nuovo «Annale» della Storia d'Italia dedicato alle Migrazioni prende spunto da due considerazioni di fondo. La prima considerazione è la rilevanza che nel lungo periodo i processi di emigrazione e di immigrazione hanno avuto nella storia italiana. Innanzi tutto è stata la posizione strategica nel Mediterraneo a rendere l'Italia uno dei nodi di quell'intensa mobilità che ha conferito unitarietà culturale alle civiltà del grande bacino marino. In secondo luogo è stata la dinamica demografica esistente nelle aree di frontiera settentrionali a conferire all'Italia un altro rilevante ruolo strategico. Le Alpi, ritenute a lungo una frontiera-barriera, nelle ricerche piú recenti si sono rivelate l'altro grande spazio di comunicazione e di scambio, in virtú della radicata mobilità delle popolazioni locali. In terzo luogo è stata l'incessante mobilità interna che, nonostante la reiterata frammentazione politica del paese, ha caratterizzato i rapporti fra diverse realtà, mettendo costantemente in contatto le popolazioni di differenti aree economiche e sociali. E infine, a conferire un altro ruolo decisivo all'Italia è stato il contributo predominante che in termini quantitativi il nostro paese ha fornito alle grandi emigrazioni europee otto-novecentesche. La seconda considerazione investe l'attualità che i fenomeni di emigrazione e immigrazione hanno assunto oggi, nel breve periodo, sotto lo stimolo delle tendenze affermatesi negli ultimi venti anni. In questo arco temporale, infatti, al pari di altri paesi dell'area mediterranea, l'Italia è diventata uno dei poli di destinazione dei flussi migratori internazionali, stimolati dalle grandi trasformazioni economiche e politiche del mondo contemporaneo. Negli stessi anni in cui si è andata affermando l'immigrazione straniera si è assistito inoltre alla ripresa dell'emigrazione da parte degli italiani.
Molti storici italiani e stranieri lamentano che l'emigrazione sia quasi del tutto esclusa dalle grandi riflessioni d'insieme sulla storia del paese. Si tratta di un vuoto storiografico che questa nuova «Grande Opera» colma in modo davvero esemplare.
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