L'approfondimento delle singole personalità, i rapporti determinati dai diversi atteggiamenti ideali, morali, oltre che temperamentali, dalle diverse collocazioni sociali, il riflesso, non però rigorosamente realistico, di temi e problemi tipici del mondo elisabettiano, costituiscono la vera sostanza del "Mercante". Il quale, osserva Gabriele Baldini, più che commedia dev'essere considerato dramma, in quanto esso registra situazioni e comportamenti, non giudica con quel metro etico che costituisce il presupposto della commedia. Infatti "quando si chiudono le pagine del "Merchant" o si torna a casa dopo averne ascoltata una esecuzione in teatro, non si riesce mai a decidere per chi parteggiare, se per Shylock o per Antonio: la crudeltà dell'uno, ahimè, sembra troppo giustificata, la mitezza dell'altro, ahimè, troppo malfida".
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