Copertina

William Least Heat-Moon


Le strade per quoz

In giro per l'America


2011
Frontiere
pp. 556
€ 24,00
ISBN 9788806199982

Traduzione di Monica Capuani

Certi viaggi si intraprendono per raggiungere una meta conosciuta, altri per scoprire posti nuovi, alcuni per perdersi, altri ancora per ritrovarsi.
E poi ci sono i viaggi per quoz.
I quoz non sono segnati su nessuna mappa: i quoz non si cercano, si trovano. Per questo non serve una guida, ma un compagno di viaggio: impossibile immaginarne uno migliore di William Least Heat-Moon, che venticinque anni dopo Strade blu è ancora il più trascinante narratore di un'America insolita e sorprendente.
Attraverso sei nuovi «vagabondaggi» nel cuore del paese, Least Heat-Moon accompagna il lettore al centro del mistero che tiene insieme viaggio, memoria e narrazione.

Il libro

«William Least Heat-Moon scrive alla stessa maniera in cui viaggia: con piacere e con il gusto per la deviazione curiosa, meno interessato a dove si sta andando che a come si sta andando e a chi si incontrerà lungo la strada».
Usa Today

Perché un viaggio sia ad alto tasso di «quozzità» deve essere percorso lentamente, con l'animo di chi è disponibile all'incontro. Il cacciatore di quoz deve essere pronto a rispondere all'invito dell'insolito, al richiamo del sentiero meno battuto, della deviazione curiosa, della digressione vagolante. Un devoto del «giro lungo», insomma, poco incline alla linea retta autostradale ma amante delle «strade blu» (le strade secondarie segnalate, sulle cartine americane, proprio con quel colore). Non serve una guida, tanto meno una guida turistica. Quello che serve è un compagno di viaggio. Il viaggiatore che si inoltra tra le pagine di questo libro ha il privilegio di avere, come complice, niente meno che lui, il grande Mago di Quoz, la massima autorità mondiale sui quoz, il quozzologo per eccellenza: William Least Heat-Moon.
Ma cos'è, si chiederà l'esasperato lettore, un quoz? Per ora gli basti sapere che i quoz sono tutte quelle particelle di insolito, di imprevedibile, di incongruo e di prezioso che incontriamo nel cammino della nostra esistenza. Un tavolo da domino in un bar alle sorgenti di un fiume, una fetta di torta in un ristorante delle Grandi Pianure, un pittore e il suo murales su cui è raccontata la storia di una comunità, dei tumuli indiani strappati alla speculazione, il ricordo dimenticato di un'ingiustizia di un secolo fa. I quoz sono oggetti, paesaggi, eventi, ma sono soprattutto persone, incontri lungo via, che si trasformano in ricordo, in ciò che resta una volta tornati a casa. Il granello di sabbia intorno cui si forma la perla della memoria, e quindi del racconto. Venticinque anni dopo Strade blu, Least Heat-Moon torna a raccontare l'America meno battuta, e più sorprendente, attraverso sei viaggi, o, meglio, sei vagabondaggi nel cuore del paese: dalla valle dell'Ouachita in Arkansas alle vie d'acqua che uniscono il Maryland alla Florida, dalle «biciclette a rotaia» dell'Idaho alle «luci fantasma» dell'Oklahoma. Non importa quanto una destinazione sia fuori mano perché, come ci ricorda Least Heat-Moon, «per un viaggiatore che fa il giro lungo qualsiasi posto è di strada».

Commenti

Walden 28/05/2011 16:42

Attraverso una classica struttura a cornice e un'incastro a scatole cinesi, William Least Heat Moon ha raggiunto con questo libro ciò che andava cercando con i precedenti: non solo il senso del viaggio come tale, ma il valore del percorso, di ogni percorso, il valore che hanno ogni minimo gesto, ogni singolo incontro. In particolare, ben evidente in Praterie, era la sua capacità di saper cogliere, attraverso il linguaggio scritto, i tempi, lunghi, brevi o dilatati del vissuto, in modo tale che ogni attimo si esplicasse nella sua precisa descrizine. In Le strade per Quoz, l'autore fonde la mappa 'uno a uno' del vissuto con una continua ricerca di senso; e la risposta, pur sempre diversa, è unica: il prodigio dell'esistere è il prodigio del ricordare e del poter narrare.


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