Copertina

Walter Benjamin


Lettere 1913-1940


1978
Einaudi Paperbacks
pp. XXIII - 423
€ 16,53
ISBN 9788806486600

A cura di Theodor W. Adorno
A cura di Gershom Scholem
Prefazione di Theodor W. Adorno
Traduzione di Anna Maria Marietti
Traduzione di Giorgio Backaus

«La persona di Walter Benjamin era strumento della sua opera, il suo bene e la sua felicità stavano nel suo spirito, al punto da spezzare quella che si vuole chiamare immediatezza. Senza che fosse ascetico, o che semplicemente il suo aspetto destasse tale impressione, era tuttavia caratterizzato da una certa acorporeità. Era padrone del proprio Io come pochi, e nel comtempo appariva estraniato dalla sua physis.»

Theodor W. Adorno

Il libro

Curate da Gershom Scholem e da Theodor W. Adorno, queste lettere di Walter Benjainin, scritte fra il 1913 e il 1940, costituiscono un indispensabile complemento alle sue opere e tracciano la storia di una grande intelligenza dal suo emergere dall'ambito di confusi movimenti giovanili fino alla sua piena presa di coscienza e al suo confronto con Hofmannsthal e Brecht, con storici e pensatori religiosi come Gershom Scholem e Florens Christian Rang, con le posizioni affini ma non pienamente coincidenti di Horkheimer e dello stesso Adorno, con il marxismo.
È un epistolario che scorre parallelo a grandi avvenimenti: le due guerre mondiali, l'affermarsi del Reich hitleriano, e quindi l'emigrazione di Benjamin, con lunghi soggiorni a Parigi, a Capri, nelle Baleari.
Benjamin, sottolinea Adorno nella sua prefazione, era un grande scrittore di lettere, che considerava una messa a punto delle proprie esperienze intellettuali, messaggi sorti dall'esigenza di non lasciarle consumare in solitudine e di comunicarle a un amico. Ricorda Adorno come «se appena era possibile, scrivesse a mano, quando la macchina da scrivere dominava da tempo; l'atto fisico dello scrivere gli procurava piacere (preparava volentieri estratti e belle copie), allo stesso modo che provava antipatia per i sussidi meccanici: il saggio sull'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica è stato, in questo senso, un fenomeno di identificazione con l'aggressore».
Trent'anni di rapporti epistolari, dal diciottesimo compleanno fino alla vigilia del suo tragico suicidio, offrono una ricca documentazione sulla biografia personale e intellettuale di uno degli uomini piú profondi e insieme piú dotati di forza espressiva della cultura tedesca del Novecento.

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