Vittorio Sereni![]() Gli strumenti umani
1975
Collezione di poesia pp. 120 € 12,50 ISBN 9788806422424
Introduzione di Pier Vincenzo Mengaldo
...Ma oggi | su questo tratto di spiaggia mai prima visitato | quelle toppe solari... Segnali | di loro che partiti non erano affatto? | E zitti quelli al tuo voltarti, come niente fosse. || I morti non è quel che di giorno | in giorno va sprecato, ma quelle | toppe d'inesistenza, calce o cenere | pronte a farsi movimento e luce. | Non dubitare, - m'investe della sua forza il mare - | parleranno. |
«Certo la dimensione storica e quella esistenziale si incrociano in Sereni, si rimandano l'una all'altra, e ne vengono alla sua poesia quei doppi fondi e quella ricchezza di luci. E la tragedia esistenziale è, alternativamente, il nucleo e l'alone.
Il tono, che rimane nella memoria, dei versi di Sereni, è una disperazione nervosa, risentita, che cerca motivi, anzi appigli, nella storia e nella biografia. Contro essa, in controcanto continuo, gli scatti della gioia. Sereni è anche uno dei pochi poeti che sanno dare parole adeguate alla gioia. Le sue accensioni subitanee (che non hanno nulla a che fare con la felicità, raramente poetica) squarciano i versi di Sereni con la stessa forza con cui partono, come a razzo, certi suoi endecasillabi. Sono le illuminazioni fulminee dell'amore e dell'amicizia».
Guido Piovene
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