Vincenzo Cerami![]() FattacciIl racconto di quattro delitti italiani
1997
Stile libero pp. X - 205 € 7,23 ISBN 9788806145989 Indice
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"Codesti temi è lecito toccarli solo quando la solennità e la maestà del Vero li consacri e li confermi... Fossero fantastiche invenzioni, ce ne ritrarremmo con orrore" Edgar Allan Poe |
La vendetta del canaro, l'ultimo delitto del boia di Albenga, l'omicidio del nano della stazione Termini, la strage del marchese Casati: quattro fattacci di "nera", raccontati dopo
aver spulciato i resoconti giudiziari, i verbali degli interrogatori, gli articoli di cronaca, le perizie psichiatriche, le lettere, i diari, le confessioni, le testimonianze.
Come i maestri del feuilleton noir d'autore, da Poe a Maupassant, da Sue a Balzac, Cerami individua nel fatto di sangue uno spietato rito liberatorio, la catarsi di chi, pur rivelando a se stesso la propria vocazione all'infamia, chiede comunque l'applauso della comunità, prima di venire inghiottito in quella che il Calvino prefatore di Un borghese piccolo piccolo
definí "la sorda vischiosa continuità dell'esistere". Tutt'intorno il brusio di un'ltalia da operetta, incline al melodramma e morbosamente attratta da quel buio della coscienza nel quale si consumano i delitti piú efferati.
L'autore fruga nel groviglio di complicità, di rancori soffocati e taciuti che stringono in una stessa trama vittime e carnefici, al di là delle scarne motivazioni dei resoconti giudiziari. E il fattaccio diventa lo spartiacque, il punto di svolta dal quale non si può ne si deve tornare indietro, alle antiche miserie, ai compromessi e alle vessazioni silenziose e sepolte. Consacrata dalla "maestà del vero", la violenza apre cosí lo spiraglio su un inferno dove la periferia fatiscente e il palazzotto nobiliare, la gabbia del tosacani e il misero tinello "in stile" raccontano di un'umanità feroce e senza scampo, che nel delitto trova l'oscuro specchio di sé e del suo incoercibile
bisogno di redenzione.
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