Véronique Olmi![]() In riva al mare
2004
L'Arcipelago Einaudi pp. 94 € 9,00 ISBN 9788806171346
Traduzione di Maurizia Balmelli
La storia di un amore assoluto, disperato, paralizzato, disarmato. Un disturbo psichiatrico mai nominato, ma descritto con sconvolgente nitidezza. Un male di vivere che nello stesso tempo avvicina e separa una madre dai suoi figli, spingendola a cogliere un gesto estremo. |
Una madre vive sola con i due figli di nove e
cinque anni. Un giorno, per fuggire le angosce
che l'assediano, decide di portarli per la prima
volta in vacanza al mare. I due bambini sono
eccitati dalla novità, il mare non lo hanno mai
visto; e anche un po' stupiti perché è inverno e
quelli sono giorni di scuola, non di vacanza. Ma
la madre ha deciso cosi: «Voi bambini dovete
vedere il mare, almeno una volta». Mamma e
figli prendono la corriera, viaggiano di notte
sotto una pioggia battente. Arrivano in un albergo di cemento armato vicino a una spiaggia
spoglia e abbandonata. A poco a poco si intuisce che qualcosa di inevitabile sta per accadere.
Che la donna sta facendo un viaggio nel cuore
della sua disperazione, alla deriva nella follia,
senza ritorno.
Con questo racconto, ispirato a una drammati-
ca storia vera, Véronique Olmi ha disegnato un
ritratto di madre forse inaccettabile, sicura-
mente indimenticabile.
Commenti
Tra qualche mesi vi diranno che è fuori catalogo, che non è reperibile, che è esaurito. Ma voi cercatelo lo stesso, frugate nelle librerie d'occasione e scovatelo. Leggetelo ma non tenetelo: fatelo circolare, regalatelo, permettete che vi venga rubato. Per voi conservatene solo un vago ricordo, come la scia di un corpo celeste che per caso e all'improvviso ha incrociato il vostro sguardo nel buio e nella solitudine del nostro attuale e sconfortante panorama editoriale. Vi basteranno due ore per leggerlo e poi come me vi chiederete come mai nessuno ne ha parlato, nessuno si è indignato, nessuno ha gridato alla scandalo. Eppure le gocce di umori, di pioggia, di mare che graffiano ognuna delle 93 pagine di questo libro, sono e rappresentano il massimo dell'ingiuria, la bestemmia più insopportabile, il turpiloquio più immondo che una donna scrittrice possa rivolgere alla specie, alla società consumistica, all'universo dei sacri valori della famiglia contemporanea. IN RIVA AL MARE è un'eresia da punire con la gogna, il patibolo, la pubblica esecuzione. Mi piacerebbe sapere quale altra scrittrice ha osato tanto, fino a spingersi a dar voce, forma, sostanza materiale (acqua, in ogni sua possibile e drammatica consistenza) ai barlumi di lucidità e di razionalità che precedono gli istanti in cui la coscienza liquida dell'io narrante si trasforma in "mare di ghiaccio". Pittura, teatro, cinema, discesa agli inferi, lucidità e paranoia trovano nella limpida e scorrevolissima scrittura di Véronique Olmi una sintesi interiormente perfetta: un esempio che i ciarlatani della moderna industria del bestseller da cinquecento pagine farebbero bene ad imitare, immediatamente. Che coraggio, Véronique.! Grazie. Renato Bruno