Tullio Avoledo![]() La ragazza di Vajont
2008
I coralli pp. 312 € 17,00 ISBN 9788806191641 Intorno a un uomo, a una giovane donna e al loro amore, un mondo in rovina in cui è accaduto qualcosa di terribile. Qualcosa che ha fatto precipitare il nostro presente in un medioevo tecnologico immerso nel silenzio della neve. |
Il protagonista di questo romanzo si aggira fra le macerie di un mondo in rovina, devastato da una violenta pulizia etnica accaduta da qualche parte nel tempo e del cui orrore s'intravede solo la coda.
Una lunga cicatrice gli attraversa il petto, e una memoria difettosa gli impedisce di mettere ordine nei suoi ricordi e nel suo passato, creando un continuo e imprevedibile cortocircuito tra verità e finzione.
Intorno a lui una realtà slittata, altra, eppure simile alla nostra, dove non esistono i telefoni cellulari, l'uomo non ha mai camminato sulla Luna e l'Africa è diventata un grande deserto radioattivo.
Immerso nel silenzio della neve sorge Vajont: un paese nuovo, costruito per accogliere gli sfollati della tragedia della diga, e diventato negli anni ricettacolo di «una fauna di sradicati, di gente senza casa e senza nazione che capitava lì e lì si fermava, come barche senza timone trascinate dalla marea».
Le giornate del protagonista sembrano ripetersi uguali da sempre: le visite all'ospedale per una terapia che forse è la radice stessa del suo male, la passione per l'aeromodellismo, le chiacchiere con l'unico, ombroso amico che gli è rimasto, lo Storpio.
Fino a quando un pomeriggio, sulla corriera che lo porta all'ospedale, alla fermata di Vajont sale una giovane ragazza. «Ho in mente un volto, e il modo in cui la luce rende bella la sua pelle. Un ciuffo di capelli biondi le vela lo sguardo. Così gli occhi sembrano guardarti da lontano, dalle profondità di qualcosa». È l'inizio di un amore impossibile, e al tempo stesso il momento della verità: «la memoria fa male», e niente potrà mai cancellare ciò che lui ha fatto. Perché se la realtà sembra vacillare, se è meglio guardarsi le spalle ogni volta che si esce di casa, la colpa è anche sua.
«Quando la ragazza di Vajont aprì la portiera il freddo invase l'auto, ma poi lei saltò svelta dentro, il sedile di pelle la accolse, e l'interno fu di nuovo caldo e pieno di vita, tanta vita da sembrare impossibile».
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