Giulio Einaudi editore

Filosofia della musica moderna

Copertina del libro Filosofia della musica moderna di Theodor W. Adorno
Filosofia della musica moderna
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Uno degli esiti piú alti della riflessione musicologica e filosofica del secondo Novecento: la musica come strumento di indagine della realtà.

2002
Piccola Biblioteca Einaudi Ns
pp. L - 209
€ 20,00
ISBN 9788806162498
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Introduzione a cura di
Contributi di

Il libro

A distanza di circa cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione, la Filosofia della musica moderna di Theodor W. Adorno può a buon diritto essere annoverata tra gli esiti piú alti della riflessione musicologica e filosofica del secondo Novecento. Nell’interpretazione di Adorno le linee di fondo del Novecento musicale (quantomeno della prima metà del secolo) sono rappresentate da due figure contrapposte, Schönberg e Strawinsky, la cui opera, profondamente immersa nella dialettica storica, riflette le ansie, i timori, le contraddizioni e la violenza del tempo. I due compositori, attraverso la musica, rivelano in vario modo la crisi del soggetto, minacciato da forme di dominio che avversano o spengono ogni aspirazione alla libertà. Schönberg dà voce a solitarie istanze individuali che si confrontano con «tutta la tenebra e la colpa del mondo»; Strawinsky crea un universo sonoro il cui «furore antipsicologico» è modellato a immagine della totalità che reprime l’aspirazione del singolo a esprimersi in forme autonome. In entrambi i casi, per Adorno, la musica non è solo oggetto di interpretazione filosofica, ma si pone essa stessa come soggetto teoretico dal momento che elabora una articolata visione del mondo, della quale le pagine del volume si propongono come traduzione in termini concettuali. A partire dai microcosmi sonori dei due compositori, dunque, è possibile intraprendere un’analisi (non priva di risvolti etici) degli aspetti piú profondi della contemporaneità. Per questi motivi la Filosofia della musica moderna è qualcosa di piú di un saggio di critica, o di sociologia, o di estetica musicale: è un tentativo – per il quale si possono individuare solo pochissimi precedenti nella storia della cultura – di intendere la musica come strumento di indagine della realtà.

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