Copertina

Tahar Ben Jelloun


Stelle velate

Poesie 1966-1995


1998
I coralli
pp. 300
€ 13,43
ISBN 9788806142469

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Nota introduttiva. Hommes sous linceul de silence. Uomini sotto sudario di silenzio. Les amandiers sont morts de leurs blessures. I mandorli sono morti per le loro ferite. A l'insu du souvenir. All'insaputa del ricordo. Marseille comme un matin d'insomnie. Marsiglia come un mattino insonne. Atteint de désert. Contagiato dal deserto. La remontée des cendres. Dalle ceneri. Clair-obscur. Chiaroscuro. Les pierres du temps. Le pietre del tempo. Fès. Trente poèmes. Fès. Trenta poesie.



A cura di Egi Volterrani

"Sempre occorre tornare alla poesie, per far cessare la confusione che illusione e disincanto producono, per ritrovare l'essenziale senza frastuono, per rimanere vicino all'infanzia in ciò che può avere di sconcertante, di vero e di giusto, per parlare con la madre, anche se la mia non sa né leggere né scrivere..."

Il libro

Meno conosciuta rispetto alle opere di narrative e saggistica, ma altrettanto significativa, la produzione in versi di Tahar Ben Jelloun viene ora offerta al lettore italiano in questa antologia curata da Egi Volterrani. Una panoramica che offre la visione d'insieme di un percorso creativo quanto mai ricco e articolato: si spazia dall'impegno sociopolitico dei primi testi, spesso vere e proprie invettive dove la rivendicazione della propria identità e della propria cultura viene perseguita per sarcastica contrapposizione, a toni via via piú elegiaci e allusivi, a uno sguardo piu introspettivo ed evocativo. La poesia è lo strumento usato da Ben Jelloun per dare voce e memoria alla propria gente, per esaltarne l'istintiva genuinità ed esprimerne sofferenze e recriminazioni: "La poesia si solleva, per necessità. Diventa parola urgente nel disordine in cui la dignità dell'essere viene calpestata". Ma è anche tramite di conoscenza: "Scrivo per non aver piú volto. Scrivo per dire la differenza. La differenza che mi avvicina a tutti quelli che non sono io, quelli che compongono la folla che mi assedia e mi tradisce. Non scrivo per loro, ma dentro di loro, e con loro". Poesia sempre libera, colloquiale, prende corpo per giustapposizione di immagini che sorprendono per immediatezza e carica espressiva, e si nutre di ambienti e paesaggi, visi e persone sospesi fra la quotidiana concretezza e la magia senza tempo del mondo arabo.

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