Tahar Ben Jelloun![]() Il libro del buio
2001
Supercoralli pp. 208 € 15,49 ISBN 9788806156886
Traduzione di Yasmina Melaouah
Cinquantotto uomini rinchiusi per diciott'anni in una prigione nascosta nel Sud - Est del Marocco, sepolti vivi in un buio impenetrabile. Migliaia di giorni di privazione assoluta, in cui la vita si spoglia di tutto per toccare il punto piú fondo dell'esistenza di ognuno. I sogni e le emozioni, le ossessioni, le favole, la rapacità, la fratellanza: nel vuoto della tenebra l'intangibile prende corpo, facendo della vita interiore il teatro di infinite narrazioni possibili. Prendendo le mosse da una storia vera e agghiacciante, Tahar Ben Jelloun arriva a sfiorare il mistero della sopravvivenza, la forza segreta che separa da sempre i sommersi dai salvati.
Altre edizioni:
Il libro del buio. 2007. ET Scrittori
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Il 10 luglio 1971 un commando militare irrompe nella residenza estiva del re a
Skhirate, in Marocco. Ma il colpo di stato fallisce. I soldati che hanno preso parte alla missione (molti senza neanche conoscerne l'obiettivo) vengono rinchiusi in
una prigione nera come un nido di talpe,
sepolti nelle tenebre per diciott'anni.
Parte cosí, da una delle pagine piú tragiche della storia del Marocco, il nuovo
romanzo di Tahar Ben Jelloun. Da un atto di denuncia, da una testimonianza politica e civile. Ma si abbandona, pagina dopo pagina, a una lenta deriva in cui la
scrittura diviene specchio e scandaglio: fino a scoprire, dopo la discesa negli inferi
della disperazione, il germe della purezza
assoluta. Dove la vita perde ogni appiglio,
dove il corpo regredisce verso il piú animale istinto di sopravvivenza, inizia un
percorso interiore che intreccia l'ascesi
mistica con la fantasia.
I personaggi di questo libro sono pure
voci, ma animano quel mondo notturno
della loro piú nascosta forza vitale. C'è
Wakrine, lo specialista degli scorpioni;
c'è Karim, l'uomo che sa contare il tempo; c'è Achar, anima maligna; c'è chi finge di cucinare un piatto al giorno e chi rimpiange all'infinito di non poter fumare. E poi c'è Salim, il narratore, che ogni sera racconta una storia ai compagni: dalla sua memoria sgorgano libri e film, fiabe e poesie, cantando il potere salvifico e violento della fantasia.
La scrittura di Ben Jelloun tocca forse in queste pagine il suo punto piú alto, dove tensione etica e affabulazione s'incontrano a svelare l'essenza segreta dell'animo umano.
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