Sergio Luzzatto![]() Padre PioMiracoli e politica nell'Italia del Novecento
2007
Einaudi Storia pp. X - 420 € 24,00 ISBN 9788806185718 Un'icona del Novecento. Il santo piú venerato dagli italiani. il simbolo di un paese sospeso tra arcaismo e modernità.
Altre edizioni:
Padre Pio. 2009. ET Saggi
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Credevamo di sapere già tutto su padre Pio, onnipresente nella realtà come nell'immaginario dell'Italia contemporanea. E invece, a ben guardare, non sapevamo quasi niente. Prima della ricerca di Sergio Luzzatto, la figura del cappuccino con le stigmate era vincolata soltanto alla fede degli uni, all'incredulità degli altri. Un santo vivo, addirittura un «altro Cristo» per gli innumerevoli suoi devoti. Un uomo ambiguo, addirittura un personaggio losco per gli altrettanto numerosi suoi detrattori.
Adesso, grazie al monumentale lavoro di scavo archivistico su cui si fonda questo libro, padre Pio viene finalmente consegnato alla storia del ventesimo secolo. Un'avventurosa storia di frati e soldati, pontefici e gerarchi, beghine e spie. Soprattutto, una storia istruttiva. Perché fra crismi e carismi, miracoli e politica, quella che Luzzatto racconta con mestiere e con brio è una parabola sull'Italia novecentesca.
Fu il 20 settembre 1918, in uno sperduto convento del Gargano,
che padre Pio da Pietrelcina vide iscriversi sul proprio corpo le cinque piaghe di Gesú.
Non era un momento qualunque nella storia d'Italia. Alla carneficina della Grande Guerra si era aggiunta l'ecatombe dell'influenza spagnola. Perciò, il «crocifisso vivo» venne investito da una smisurata offerta
di preghiera e da un'accorata domanda
di grazia. Ma suscitò anche una sorda diffidenza e un'aperta resistenza.
La diffidenza dell'Italia laica, nell'infuocato clima politico del «biennio rosso». La resistenza del Vaticano, ostile alle forme piú spinte di religiosità carismatica.
Cosí, fin dagli anni Venti la storia di
padre Pio si intrecciò strettamente con la storia della Chiesa e con la storia d'Italia. Denigrato dal frate-medico
Agostino Gemelli, e quasi perseguitato dai presuli del Sant'Uffizio,
il cappuccino con le stigmate trovò potenti difensori all'interno
del Partito nazionale fascista.
Seguirono decenni di vicende gravi
e perfino rocambolesche, tra conversioni e ritorsioni, pellegrinaggi e sciacallaggi, congiure ed abiure, finché l'avvento al soglio pontificio di Pio XII non permise il pieno dispiegarsi del culto garganico. Ma neppure allora la storia poté dirsi finita. Giovanni XXIII scatenò contro padre Pio un'ultima offensiva, prima che il papa polacco ne riconoscesse le virtú e lo elevasse agli altari.
Commenti
ho scritto piu' volte di aver conosciuto personalmente padre pio , avevo 12 anni quando mio zio anche lui mago mi porto' da padre pio per vendergli un trucco per farlo dsiventare santo , ma a causa della ignoranza del frate l'esperimento non fu mai presentato in chiesa , e il frate sentitosi truffato cerco' inutilmente mio zio per riavere i soldi indietro, nonostante la mia eta' ricordo benissimo il frate parlava dialetto mi sembro' scorbutico e non mi fece nessuna carezza ne tanto meno mi dette un pezzo di pane con la fame di quei tempi .