Serge Gruzinski![]() Carmen Bernard![]() Dell'idolatria. Un'archeologia delle scienze religiose
1995
Einaudi Paperbacks pp. VI - 249 € 20,66 ISBN 9788806137847 Indice
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A cura di Duccio Sacchi
Traduzione di Duccio Sacchi
«"La scoperta del Nuovo Mondo è stata la cosa piú importante dopo l'Incarnazione di Cristo": cosí un cronista spagnolo del Cinquecento esprimeva, nel linguaggio di allora, l'impatto inaudito di un avvenimento - la scoperta del Nuovo Mondo, ma anche la sua conquista e il suo sfruttamento che, pur rappresentando una tappa fondamentale della nostra modernità, resta per certi versi inadeguatamente valorizzato. È opportuno allora restituirlo alla sua giusta collocazione, tra il 1520 e il 1650, tra il Rinascimento e il Siglo de Oro, e lasciarci alle spalle una visione veramente troppo decentrata, quando non addirittura francocentrica, della storia dell'Occidente». |
Fin dai primi contatti con il mondo americano, gli spagnoli - conquistadores e missionari - non ebbero difficoltà a individuare, all'interno delle culture amerindie, un ambito religioso, fatto di templi, sacerdoti, sacrifici... Nessun dubbio per loro che questi oggetti, questi ruoli e queste pratiche fossero, in ciò che li accomunava a quelli del Vecchio Mondo, «religione"; come nessun dubbio poteva esserci che fossero falsi, distorti e spesso tragicamente blasfemi, che fossero cioè «idolatria». «Religione» e «idolatria» furono cosí due delle principali categorie attraverso cui i teologi spagnoli prima, e poi più in generale gli intellettuali europei, tentarono di catalogare, di comprendere e di giudicare le culture indigene americane. Con il risultato di vedere in esse nient'altro che riflessi deformati della civiltà occidentale, cosí come l'idolatria era specchio deformante della vera religione. In questo libro, Carmen Bernand e Serge Gruzinski uniscono le loro esperienze di antropologi e storici, di andisti e messicanisti, per attraversare lo specchio, ripercorrendo - da Las Casas all'Inca Garcilaso, da José de Acosta a Matteo Ricci, da Voltaire a Montesquieu - le alterne fortune della categoria «idolatria» come strumento di analisi antropologica dal Cinquecento al secolo dei Lumi. È una parabola discendente, che vede l'idolatria passare da contraltare del cristianesimo a suo modello ironico, da indice di civiltà a sintomo di arretratezza mentale. Un percorso al termine del quale è inevitabile accorgersi di come la crisi del concetto di idolatria non abbia comportato la crisi della griglia interpretativa di cui esso costituiva il fulcro; e interrogarsi allora, insieme con gli Autori, sul senso delle categorie religiose utilizzate ancor oggi nella ricerca antropologica e sulle aporie prodotte dalla loro applicazione acritica.
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