Copertina

Sebastiano Vassalli


Il Cigno


2007
ET Scrittori
pp. 186
€ 11,00
ISBN 9788806187392

«Il ritratto della Sicilia tracciato da Vassalli con la passione di un nostro contemporaneo offeso dall'immobilità della Storia. Un libro che si impone per il piglio risoluto della scrittura, per il non placato risentimento civile».

Lorenzo Mondo, «Tuttolibri»



«Un libro storico che è anche opera di grande afflato. Un¿esposizione di bravura che non finisce mai».

Luigi Baldacci, «Corriere della Sera»

Altre edizioni: Il Cigno. 1993. Supercoralli Italiani

Il libro

Palermo 1893-1920: un omicidio eccellente, uno scandalo bancario, un finto terremoto politico. È la storia di una Sicilia di cent'anni fa. E sembra storia d'oggi. Un altro capitolo dell'indagine di Vassalli sul carattere degli italiani e sugli eterni mali nazionali.

Commenti

Renzo Montagnoli 08/11/2011 08:41

Il 1° febbraio 1893, in una carrozza del treno diretto a Palermo, viene ucciso a coltellate l¿ex direttore del Banco di Sicilia Emanuele Notarbartolo, allontanato dal suo incarico da Francesco Crispi, ma richiamato in servizio dal nuovo presidente del consiglio di Rudinì, che vuol vedere chiaro nei conti della banca, stante le voci ricorrenti di ammanchi anche di notevole entità. C¿è infatti chi, con i denari dei risparmiatori, gioca in borsa per finanziare la sua campagna elettorale e questo chi è il deputato Raffaele Palizzolo, legato indissolubilmente a quella intricata ragnatela predatoria e feroce che risponde al nome di mafia. Questi anni, sul finire del secolo, sono quelli di un¿Italia in formazione, che vuole presentarsi sulla scena internazionale come uno stato che ambisce a non essere inferiore alle grandi potenze dell¿epoca e che accampa diritti per una sua espansione, sia pure coloniale; principale artefice di questa politica fu proprio Crispi, un uomo che riassume in sé tutti i difetti e i ben rari e modesti pregi del trasformista, di colui che procede senza ideali se non quello del raggiungimento e della conservazione del potere. Spregiudicato, sostanzialmente amorale, è a suo modo un personaggio di primo piano nella storia del nostro paese, che, anche in seguito, ha avuto modo di sperimentare analoghi protagonisti della vita pubblica. In effetti, la figura del Cigno (Raffaele Palizzolo), chiamato così per le caratteristiche della sua voce e di certe sue movenze, è il ritratto impietoso di un¿Italia in cui non solo la giustizia viene disapplicata, ma anche brulicante di personaggi che, di colpo saliti alla ribalta, vengono poi con il tempo ignorati, così che la loro celebrità e la loro gloria sono effimere. E Palizzolo, prima incarcerato, poi liberato e accolto trionfalmente a Palermo come un eroe, finirà i suoi giorni quasi nell¿anonimato, così come Crispi si spegnerà nel silenzio.


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