Copertina

Sebastiano Vassalli


Attilio Lolini


Belle lettere


1991
Saggi brevi
pp. 82
€ 6,20
ISBN 9788806125110

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Nota. Marradi di Attilio Lolini. Minima personalia di Sebastiano Vassalli. Belle lettere di Sebastiano Vassalli. Il Salmone di Attilio Lolini.



«Noi oggi stiamo a Céline come lui stava a Zola, piú o meno. Una discendenza obliqua. Anche il luogo dove si trova la nostra prosa è un mattatoio, ma senza trippe e con pochissimo sangue. Muffe, veleni, licheni (...) A noi c'è toccata, per far l'epos, questa discarica...»

Il libro

Belle lettere come letteratura: scrittura e scrittori. Ma lettere anche nel senso di epistole. Queste di Sebastiano Vassalli sono appunto lettere vere, inviate a destinatari con nome e cognome, su questioni letterarie ed editoriali, su episodi e personaggi del mondo culturale italiano, su poeti e critici. Sono soprattutto considerazioni polemiche. Polemiche con gli scrittori che vivono unicamente delle loro incredibili ambizioni e dei loro risentimenti personali. Con alcuni recensori, maestri nell'abbinare banalità e faziosità. Con le case editrici, campi di battaglia per intellettuali organizzati in bande. Soprattutto con i carrozzoni pseudoculturali, le amministrazioni pubbliche, i politici tanto ignoranti quanto ipocriti e opportunisti. In questo sconfortante panorama, Vassalli scopre perfino un premio letterario candidamente organizzato dalla camorra.
Le lettere sono presentate in quattro raccolte: due scelte e ordinate cronologicamente dallo stesso Vassalli, due riunite in un suggestivo collage narrativo, con lettere proprie e di Dino Campana, verbali dei carabinieri e altri materiali, da Attilio Lolini. I sarcasmi di Vassalli contro politici e intellettuali, campaniani dell'ultima ora, si fondono con gli sfoghi del poeta di Marradi, e la follia di Campana si incrocia con quella teatrale ed esilarante di Lolini di fronte ai perversi rapporti quotidiani con il potere.
Questi esercizi epistolari offrono una ricetta, rancorosamente comica, contro il conformismo e la stupidità delle istituzioni, letterarie e non. Con le lettere non si cambia il mondo, ma si può prendere le opportune distanze da certe situazioni. Si può ribadire la propria estraneità ai meccanismi del sistema. O almeno la non complicità.

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