San Paolo![]() Le lettere
1999
ET Classici pp. XLI - 331 € 9,30 ISBN 9788806144852 Indice
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A cura di Carlo Carena
Introduzione di Mario Luzi
"Solo i libri chiari e aperti muoiono appena nati. I meravigliosi scorci e aforismi di
san Paolo, i suoi lampeggianti scoppi di tenebra si sono impressi per sempre
nella memoria d'Europa"
Altre edizioni:
Le lettere. 1990. I millenni
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Agostino lo chiamava "il gran leone di Dio", per Gramsci era il Lenin del Cristianesimo: san Paolo, da secoli e nei secoli, ha tormentato e diviso gli spiriti. Fu lui, del resto, a fondare il nuovo sapere cristiano: basandosi su poche, chiare idee (come tutti i rivoluzionari, è stato ribadito da piú par
ti), a vent'anni dalla morte di Cristo ne diffuse il messaggio, annunciando la salvezza a tutti i popoli della terra.
Sarebbe lecito pensare, quindi, che gli scritti di Paolo, vista la loro importanza non solo per la fede ma per la cultura in generale, abbiano una diffusione larga e capillare anche al di fuori del
mondo ecclesiastico: in realtà, la pubblicazione nel 1990 di questa traduzione delle Lettere paoline venne salutata come la prima, autorevole versione "laica" di uno dei padri della religione cristiana e della nostra civiltà.
La definizione è calzante: grazie alla versione di Carlo Carena, è evidente come l'opera di Paolo, al di là del fine e del tono profetico, al di là di ogni interpretazione teologica, sia anche un'opera letteraria. Una scrittura densa e intricata, essenziale e ripetitiva, lirica e martellante, con tutte le
gamme possibili del sentimento e tutti gli artifici della retorica è quella che anima Le lettere ed esprime la qualità, la genialità del loro autore; una scrittura che per la sua forza colpisce qualsiasi lettore, religioso, laico o addirittura ateo - ed è anche in questo che consiste la forza di san Paolo, nel rimanere un punto di riferimento affascinante, e indispensabile, per chiunque si interroghi sul senso del nostro tempo: "uomo venuto da una crisi planetaria", come scrive Luzi, Paolo è piu che mai attuale "in quel crollo di valori e istituti esteriori e interiori, in quel discrimine malcerto tra sopravvivenze inservibili e perfino nefaste e novità ancora indecifrabili in mezzo ai quali ha brancolato a lungo -e piú nevroticamente - nei nostri decenni - il nostro secolo".
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