Copertina

Rosella Postorino


L'estate che perdemmo Dio


2009
Stile libero Big
pp. 350
€ 19,00
ISBN 9788806196257

Quattro creature in fuga da una sciagura che non si può nominare, perché giú al Sud ha un nome troppo preciso. Una ragazzina osserva e racconta. E condanna tutti. E tutti rende innocenti.

Il libro

Salvatore Silvestro, il padre. Laura, la madre. Margherita, la figlia piú piccola. E Caterina, la figlia maggiore. Nella mente di Caterina ormai dodicenne continua a risuonare l'urlo della zia, quella notte di tre anni fa giú a Nacamarina. L'urlo che annunciava il focu, la sciagura. Dopo quella notte, per salvarsi, la famiglia Silvestro è dovuta fuggire. In Altitalia. Dove ha conosciuto l'esilio, e anche una insperata libertà. Adesso qui, al Nord, arriva la notizia di un'altra sciagura. La morte di zio 'Ntoni. Salvatore deve separarsi dalla moglie e le figlie - loro cosí uniti - e tornare nel luogo in cui è nato, per il funerale. Il romanzo alterna il tempo dell'oggi, in cui Laura e le bambine spiano ansiose il viaggio di Salvatore, costretto a fare i conti con le proprie radici, e il tempo del ricordo: la fuga, l'arrivo nel nuovo mondo, lo spaesamento...
Un appassionante flusso narrativo: nello sguardo di una ragazzina già adulta eppure capace di attingere alla forza incrollabile dell'immaginazione, e di ricomporre il destino della propria famiglia con il gesto amoroso del racconto.

«Piú di tutti, di tutti quanti loro, di tutta la loro famiglia messa assieme, piú di chiunque altro, Caterina lo ha preteso. Il diritto di essere felice. Il diritto di provare ad essere felice».

Recensioni

«Rosella Postorino è riuscita, già al secondo romanzo, a imporsi nella mente del critico-lettore come una scommessa vincente della nostra narrativa. Linguaggio scaltro e vigoroso, capacità introspettive assai più mature di quello che l'età lascerebbe supporre, senso del romanzo inteso come materia da modellare con abilità e gusto: tutto questo testimonia la presenza di una scrittrice vera, che racconta storie disagiate e strazianti dal punto di vista di una che sembra aver letto tutti i libri indispensabili. [...] Verga, Vittorini, grandi nomi che ritornano tra le pieghe di un libro sofferto e maturo, che non concede nulla al relax del lettore, ma lo sfida - e lo accoglie - nel calore unico delle narrazioni importanti».

Sergio Pent, «Tuttolibri - La Stampa»

ttL


«Vista dal di dentro, la famiglia mafiosa raccontata dalla Postorino è una famiglia di stampo arcaico, legata ai suoi rituali e governata, si direbbe, dal Fato, che amministra vita, galera e morte».

Paolo Mauri, la Repubblica

la Repubblica


«È molto probabile che, quando sarà il momento dei consuntivi, il libro di Rosella Postorino, L'estate che perdemmo Dio, sarà riconosciuto come il romanzo-rivelazione di questa stagione letteraria».

Felice Piemontese, Il Mattino

il Mattino


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