Roland Barthes![]() Sade, Fourier, Loyola seguito da Lezione
2001
Piccola Biblioteca Einaudi Ns pp. XX - 198 € 17,56 ISBN 9788806157623
Introduzione di Gianfranco Marrone
Traduzione di Lidia Lonzi
Traduzione di Renzo Guidieri
«Non è per il gusto della provocazione che si sono riuniti nello stesso libro Sade, Fourier e Ignazio di Loyola, lo scrittore maledetto, il filosofo utopista e il santo gesuita. Tutti e tre sono stati dei classificatori, dei fondatori di lingue: la lingua del piacere erotico, della felicità sociale, dell'interpellanza divina [...] Obiettivo di questo libro non è di tornare sulle proposizioni di contenuto di cui solitamente vengono accreditati i tre autori ma di considerarli dei formulatori, degli inventori di scrittura, degli operatori del testo» |
Sottolineando come questi tre grandi personaggi siano fra loro accomunati
dalla stessa voluttà di classificazione e dalla stessa ossessione numerativa e
ordinativa, Barthes persegue un antico suo progetto che mira a individuare se
l'intervento sociale di un testo non consista nell'impeto della scrittura piuttosto che nell'impegno del contenuto, che in fin dei conti ne rappresenta soltanto da «caduta storica». A sostenerlo è l'idea che la vera forza di un testo si misuri in quell'«eccesso» che gli consente di oltrepassare le leggi di una società, di una filosofia, di un'ideologia. Per Barthes l'«eccesso» è la scrittura. In questo saggio - scriveva Lidia Lonzi - «l'atteggiamento del Barthes semiologo può sembrare definitivamente capovolto: dov'era richiesta la rigorosa preparazione è privilegiata l'improvvisazione, dov'era in gioco lo svelamento è in opera una " dispersione " , alla sottile e sensibile elaborazione di una funzione del critico è succeduta la "perversa " mancanza di funzione».
Con l'occasione Einaudi ripubblica il testo (da tempo esaurito) della lezione inaugurale tenuta da Barthes nel '77, quando fu accolto nel Collège de France: un discorso originale ed eccentrico dove Barthes s'interroga sul problema stesso del linguaggio, del parlare e sul rischio d'impoverire la conoscenza qualora ci si limiti alla sola teoria.
Commenti
Non ci sono ancora commenti per questo titolo. Se vuoi, inserisci tu il primo.