Raymond Carver![]() Da dove sto chiamando
2010
eBook pp. 552 € 6,99 ISBN 9788858403808
Traduzione di Riccardo Duranti
I trentasette racconti che compongono Da dove sto chiamando, selezionati da Carver poco prima della sua scomparsa e presentati nelle versioni da lui predilette, permettono di tracciarne appieno il percorso artistico, dagli esordi fino al conclusivo, sorprendente, omaggio cechoviano di L'incarico, dove gli ultimi giorni del grande scrittore russo vengono ripercorsi con affettuosa sobrietà, filtrati dallo sguardo attonito di un giovane cameriere d'albergo.
Altre edizioni:
Da dove sto chiamando. 2010. Supercoralli Stranieri
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Da dove sto chiamando, l'«autoantologia» voluta da Carver nel 1988, poco prima
della morte, presenta nella versione
scelta e curata dall'autore racconti appartenenti
a tutto l'arco della sua produzione,
da quelli del libro d'esordio Vuoi star
zitta per favore? ai sette «nuovi racconti» di Elephant. Permette così al lettore
di scorgere forse nel modo più compiuto
possibile gli orizzonti narrativi che si
richiamano da un punto all'altro dell'ormai
leggendaria «Carver Country».
C'è ovviamente la coppia (o meglio, forse,
gli individui che la compongono), fotografata
nei suoi vari istanti, sovente
nelle diverse fasi di una crisi: nell'attimo
in cui qualcosa si rompe definitivamente,
come in I chilometri sono effettivi; nel
momento stesso di una separazione annunciata
da una lettera dalla calligrafia
«irriconoscibile», come in Pasticcio di
merli; nel dopo della solitudine, come in
Febbre, dove forse basterebbe una baby
sitter come si deve per sperare di rimettere
insieme i cocci di una famiglia. Le
donne e gli uomini carveriani si trovano
di fronte, all'improvviso e forse quasi
senza accorgersene, alla resa dei conti
con il sogno americano di provincia - disfattosi
tra bottiglie, traslochi, debiti -
e al tempo stesso solo sfiorati da quel che
di rivoluzionario e avventuroso sembra
accadere in posti come San Francisco o
l'Alaska. Oppure a raggiungerli è un'eco
di violenza: quella del reduce nero di Vitamine,
che come amuleto porta con sé
l'orecchio rinsecchito di un vietcong,
l'esplosione di aggressività repressa di un
padre mite in Biciclette, muscoli, sigarette
o l'ottusità inquietante del protagonista
di Con tanta di quell'acqua a due passi
da casa. O ancora, è l'alcol a scandire
le giornate, le ore, i minuti di molti di loro,
in racconti come Un'altra cosa, Attenti,
Da dove sto chiamando. Proprio un
centro di recupero per alcolizzati fa da
sfondo al racconto che dà il titolo alla
raccolta, dove, nella storia dello spazzacamino
J. P. e della moglie Roxy, con
l'ombra di Jack London a fare da monito,
il protagonista intravede una possibilità
di cambiare qualcosa, fosse anche solo
chiamare la moglie per farle gli auguri
per l'anno nuovo. O telefonare alla sua
ragazza per dirle, semplicemente: «Ciao
tesoro, sono io».
«Considerato nel suo complesso, il libro è la summa
della carriera artistica di Carver e ne testimonia
la qualità letteraria, eguagliata solo dai migliori autori
di racconti americani: Hemingway, Welty, Salinger,
Cheever».
San Francisco Chronicle
«Un libro strabiliante, che ci rivela un autore capace di
espandere continuamente i propri orizzonti e obiettivi».
Boston Globe
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