Rainer Maria Rilke![]() Diario di Parigi (1902)
2003
Supercoralli pp. 114 € 13,00 ISBN 9788806161071
A cura di Andreina Lavagetto
Scritto in parte a Westerwede e in parte a Parigi, il diario che Rilke tenne nel 1902 rende testimonianza di una fase di crisi. È bastato meno di un anno per fargli apparire insostenibile l'idea di vivere con la moglie Clara Westhoff e la figlia Ruth nella piccola città tedesca, lasciandosi alle spalle la vita berlinese. Ma anche l'esperimento parigino sarà all'insegna del fallimento, e già l'anno successivo Rilke abbandonerà, angosciato, la capitale francese. |
Quando Rilke nei primi mesi del 1901 decide di lasciare Berlino - dove viveva dall'autunno del 1897 - per trasferirsi con la moglie Clara Westhoff a Westerwede, «lontano da quel mondo che si chiama Germania», ha ben chiaro che si tratta di una scelta radicale: significa infatti lasciarsi alle spalle la vita di una delle più stimolanti città europee, una certa tranquillità economica, i viaggi, il mondo che aveva assistito ai suoi primi successi letterari, considerare definitivamente finito il doloroso rapporto con Lou Salomé. Corrisponde però a un preciso progetto artistico ed esistenziale, al quale il poeta resterà fedele sino alla primavera del 1902, quando il peso delle difficoltà economiche e dell'angustia culturale appaiono in tutta la loro sostanza.
Il Diario di Parigi segue per rapide annotazioni le fasi di questa crisi alla quale Rilke cerca di sfuggire soggiornando nella capitale francese - è la prima volta - incaricato di scrivere un saggio su Rodin, lo scultore che diverrà, tanto per lui come per la moglie, il vero punto di riferimento di quei mesi. Ma anche questa esperienza, originata dall'idea di una vita fondata esclusivamente sull'arte, non avrà buon fine; troppo ostica risulta la capitale della modernità e difficile da realizzare il progetto di porre su nuove basi la vita familiare: il Diario (l'ultimo tenuto dal poeta) si conclude nel novembre del 1902 - «Giorni di tentativi». Nel marzo dell'anno successivo Rilke lascerà Parigi, schiacciato dall'angoscia, dalla paura e dalla malattia.
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