Pierre Sorlin![]() I figli di NadarIl «secolo» dell'immagine analogica
2001
Piccola Biblioteca Einaudi Ns pp. 250 € 21,00 ISBN 9788806154837 Indice
Chiudi
Indice Dopo che, per secoli, la rappresentazione figurativa era stata affidata a esperti maestri (pittori, scultori, disegnatori), la nascita dell'immagine analogica ha in breve tempo permesso a chiunque di riprodurre la realtà. Lo storico del cinema e delle immagini Pierre Sorlin indaga gli effetti prodotti da questa epocale rivoluzione tecnologica che ha inaugurato nuovi modi di vedere e di vivere le immagini. |
Finché non fu inventata la fotografia, nella prima metà del XIX secolo, l'umanità conosceva soltanto un modo di riproduzione figurativa, quello sintetico che, in diverse forme (disegno, pittura, scultura), veniva eseguito direttamente dalla mano dell'uomo.
La facilità con cui divenne possibile, grazie alla fotografia, realizzare un'immagine analogica, ridusse considerevolmente la distanza esistente tra i professionisti, depositari esclusivi di una tecnica, e i numerosi dilettanti, trasformati di colpo in potenziali fotografi.
Prodotto non piú costoso, raro o prezioso, l'immagine fotografica impose ben presto un vero e proprio uso sociale e introdusse gradualmente un'altra forma di lettura e interpretazione del mondo, che si disvela ora al primo sguardo. L'ambito di quanto meritava di essere riprodotto e poteva essere osservato cominciò da quel momento ad allargarsi enormemente (civiltà lontane, vita quotidiana, politica, sport, moda, scienza), adattandosi immediatamente alle necessità e agli eventi piú diversi.
L'apparizione della riproduzione fotografica inaugurò dunque un'inedita pratica sociale che avrebbe conosciuto immensi sviluppi diramandosi senza soluzione di continuità nel cinema, nella televisione e nel video. Focalizzando l'attenzione sulle attese del pubblico e ricostruendo i modi e gli effetti di un'evoluzione per sua natura difficilmente periodizzabile, Pierre Sorlin, sociologo della «lunga durata», avvalendosi di un originale apparato iconografico, ricostruisce nei Figli di Nadar i contorni di un regime percettivo che, in continua elaborazione e metamorfosi, regola e condiziona oggi il nostro rapporto con i media.
Commenti
Non ci sono ancora commenti per questo titolo. Se vuoi, inserisci tu il primo.