Copertina

Pierre-Antoine Bernheim


Guy Stavridés


Paradiso, Paradisi


1993
Saggi
pp. XXII - 278
€ 28,41
ISBN 9788806129729

Il libro

Il nome del primo paradiso è Dilmun. Viene descritto in una tavoletta in cuneiforme protosumerica come un luogo puro e splendido dove non si conoscono malattie nè violenza: è l'antenato dell'Eden genesiaco. La nostalgia del Paradiso - mito della perfezione iniziale che ritorna come premio alla fine dei tempi e del tempo - è un sentimento che sta alla base delle più diverse tradizioni religiose ed ha dato forma agli interrogativi di infiniti dibattiti teologici. Come ci si può orientare nella geografia del cielo per identificare il paradiso? Qual è la natura dei suoi abitanti e in primo luogo di quegli esseri paradisiaci per antonomasia che sono gli angeli? I beati sono perduti in una atemporale visione della verità oppure continuano, senza imperfezioni, le precedenti attività terrene?Pierre-Antoine Bernheim e Guy Stavridès disegnano un percorso fra le diverse metamorfosi dell'idea di paradiso che, pur non trascurando alcune fondamentali cesure storiche, ha un sostanziale carattere di continuità. Dalla concezione giudaico-cristiana, storica, che lo vede come premio finale degli eletti, all'induismo o al buddhismo che lo intendono come condizione di pienezza e perfezione che ritorna ciclicamente e in cui si vive in piena consonanza il dharma universale, fino alla tradizione islamica, secondo cui il paradiso è etimologicamente quel giardino dove l'uomo può godere di delizie e piaceri di ogni sorta.La ricerca del paradiso è un'avventura che conduce fino a noi, ai nostri "paradisi in terra", rivelando un aspetto dell'identità contemporanea attraverso la storia delle nostre nostalgie.

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