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Peter Häberle


Diritto e verità


2000
Einaudi Contemporanea
pp. XX - 120
€ 10,33
ISBN 9788806141813

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Prefazione all'edizione italiana. Problemi, interrogativi di partenza. Attualità. Primi interrogativi alle teorie della verità. Elementi di un inventario. Il problema della verità nei testi giuridici. Il problema della verità nei classici delle scienze e delle arti (una selezione). Riflessioni di teoria della costituzione. Nuove vie e procedure dello stato costituzionale come foro per pluralismo delle idee. Il divieto di mentire nello stato costituzionale. La verità come "concetto connesso" a libertà, giustizia e bene comune nello stato costituzionale. Nota sull'autore.



Traduzione di Fabio Fiore

La questione della verità assume in politica una portata nuova, ora che lo "stato costituzionale", crollati i sistemi totalitari, avanza su scala planetaria. Le domande cui cerca risposta questo libro sono allora: "Lo stato costituzionale, nel complesso o in alcuni ambiti parziali, possiede forse una competenza sulla verità, è forse il soggetto di pretese di verità, non da ultimo quando si pone la necessità di riforme? In altri termini, allo stato costituzionale, ai suoi rappresentanti, è soltanto fato divieto di parlare o agire mentendo consapevolmente? Il cittadino possiede un diritto alla verità? O esiste un diritto dell'uomo alla verità?"

Il libro

La democrazia non è il regime della verità. Se c'è la verità, non ci possono essere opinioni, discussioni, compromessi, elezioni, votazioni, maggioranze e minoranze, dissenso e garanzie: tutte cose senza le quali non c'è democrazia possibile, ma solo assolutismo politico. Ma la democrazia non può nemmeno essere il regime del contrario della verità, cioè della menzogna e dell'inganno. Già i classici indicavano nella frode una delle colonne, accanto alla violenza, dei regimi dispotici, dei regimi che, allora e ora, fanno violenza alle coscienze. E allora, che atteggiamento deve assumere il diritto dello Stato democratico di fronte al problema della verità ? Un problema, per molto tempo, ignorato. Il diritto costituzionale si è dedicato per secoli a esorcizzare il rischio della violenza, non altrettanto il pericolo della frode nella vita collettiva.
Ma come difendersi dalla menzogna pubblica senza cadere nella verità ufficiale? Questo l'interrogativo che Peter Häberle propone, in un momento nel quale diversi sistemi politici - dall'Europa orientale post-comunista al Sud Africa post-razzista - si interrogano sul loro passato e, per costruire un futuro, istituiscono «commissioni per la verità». Anche in Italia c'è chi pensa a questa soluzione per chiudere un passato che pesa, e c'è chi teme invece che, «commissionando» la verità, si voglia rendere ufficiale una nuova menzogna.
Gustavo Zagrebelsky

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