Pete Dexter![]() Così si muore a God's Pocket
2010
Stile libero Big pp. 354 € 18,00 ISBN 9788806176259
Traduzione di Tommaso Pincio
Un romanzo criminale che ha la tenebrosa e comica
malinconia di certi film di Clint Eastwood. Forse il piú bello
e toccante scritto da Pete Dexter.
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Leon Hubbard ha ventiquattro anni, fa il muratore in un quartiere
di Filadelfia. È la disperazione del suo caposquadra, perché
è il classico ragazzo sempre in cerca di guai. Non perde mai
occasione di estrarre il rasoio che porta nella tasca posteriore.
Ci fa tutto, con quella lama. Ci mangia, ci dorme, ci scherza,
forse ci fa pure l'amore. Un giorno, però, ci fa qualcosa
di sbagliato. Lo piazza sotto la gola di un collega, il quale per
tutta risposta gli fracassa il cranio. Quando la polizia giunge
sul posto, il caposquadra decide di nascondere la verità
e fornisce una versione di comodo. La morte di Leon verrebbe
tranquillamente liquidata come il solito incidente sul lavoro,
non fosse che sua madre vuole vederci chiaro. E quella che
in partenza era soltanto una brutta storia da insabbiare
si trasforma in un affare di stato che coinvolgerà stampa, mafia
e l'intero quartiere di God's Pocket, un'enclave di povertà
e desolazione dove tutti sanno tutto di tutti e solo la gente
del posto ha diritto di cittadinanza.
«Ovviamente, non ho idea di cosa insegnino nelle
scuole di giornalismo al giorno d'oggi, ma non è
ciò che si impara a God's Pocket. Per cui, forse,
non è colpa loro - dei New Journalists - se
ritengono che morire in quel quartiere non sia
un fatto degno di nota. Se la morte di un uomo
di ventiquattro anni che aiutava sua madre
e il suo quartiere non fa notizia».
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