Paul Auster![]() Sbarcare il lunarioCronaca di un iniziale fallimento
1997
Supercoralli pp. 427 € 16,53 ISBN 9788806143428
Traduzione di Massimo Bocchiola
Altre edizioni:
Sbarcare il lunario. 2010. ET Scrittori
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Diventare scrittori, dice Paul Auster, significa essere scelti, e non aver più scelta. Da quel momento il tempo si divide tra ciò che si fa per "sbarcare il lunario" e lo spazio prezioso che, di sera o di notte o nei fine settimana, si riesce a dedicare alla scrittura.Ricostruendo il suo difficile, ambiguo rapporto con il denaro dall'adolescenza alla maturità, l'autore della Trilogia di New York affida a queste pagine una parziale autobiografia. Seguiamo dunque il piccolo Paul che come ogni bravo bambino americano si offre per spalare la neve dal vialetto dei vicini, e attraverso molte avventure, degne (inaspettatamente) di un vero cultore della "scuola della strada", naviga su una petroliera, fa il centralinista nella sede parigina del "New York Times", o il ghost writer per una ricca americana in Messico. Tutte professioni senza domani che però lo arricchiscono di storie e personaggi. Durante gli anni dell'università, poi, a battezzare nel segno del fallimento la sua nascente attività letteraria, Auster indice tra i suoi compagni un premio per il Re dei falliti, cioè per colui che, come recita il bando pubblicato sulla "Columbia Review", è capace di un crollo monumentale, di un atto gargantuesco di autosabotaggio.I testo antologizzati in appendice rappresentano le prove che lo scrittore americano raccoglie per testimoniare uno sforzo malinconico e perdente: quello dell'artista che decide in modo pragmatico di far soldi. Malgrado ciò i risultati non sono disprezzabili: tre atti unici in cui si sente una forte influenza beckettiana e un perfetto romanzo poliziesco alla Chandler (opere nelle quali troviamo in germe idee che saranno sviluppate in Città di vetro, Spettri e La musica del caso). Ma il reperto più bizzarro e affascinante è senz'altro Action Baseball, un gioco di 96 carte che "ripropone tutte le emozioni del gioco vero e proprio", e che Auster cercò inutilmente di vendere durante un'epica e frenetica giornata alla Fiera mondiale del giocattolo.
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