Paul Auster![]() Affrontare la musicaPoesie
2006
Fuori collana pp. XIV - 288 € 15,00 ISBN 9788806183769
Introduzione di Norman Finkelstein
Traduzione di Massimo Bocchiola
Tra echi di maestri - dai prediletti francesi a Charles Reznikoff, a Celan e Ungaretti - ed espliciti omaggi ai modelli d'elezione, il repertorio di immagini e metafore della poesia di Auster è in gran parte già quello che ne segnerà in seguito la prosa; e nel succedersi delle raccolte non fa che arricchirsi continuamente in toni, timbri, e varietà espressiva. |
Prima di diventare romanziere, saggista e autore cinematografico Paul Auster è stato un poeta. Lo è stato nel periodo giovanile, quando un'operosa passione per la poesia - soprattutto contemporanea - ha rappresentato il motore principale della sua crescita letteraria, come appare dal vasto corpus di traduzioni e interventi critici acuti e profondi contenuto ne L'arte della fame. Ma chi avvicina i testi poetici di Auster scopre che in essi da subito c'è poco di «giovanile», legato agli inizi o all'apprendistato; al contrario, raccolgono l'energia naturale di una personalità artistica dagli orizzonti già ben definiti, che impone senza indugi la sua voce inconfondibile. Tra echi di maestri - dai prediletti francesi a Charles Reznikoff, a Celan e Ungaretti - ed espliciti omaggi ai modelli d'elezione, il repertorio di immagini e metafore della poesia di Auster è in gran parte già quello che ne segnerà in seguito la prosa; e nel succedersi delle raccolte non fa che arricchirsi continuamente in toni, timbri, e varietà espressiva.
Si trovano quindi almeno due motivi di grande fascino nella produzione poetica di Paul Auster qui presentata integralmente sotto il titolo deciso e sfumato di Affrontare la musica: l'alto valore intrinseco dei testi e le loro anticipazioni contenutistiche e formali dell'Auster piú famoso, quello dei romanzi. In molti scrittori il passaggio dai versi alla prosa - specialmente dalla lirica alla narrativa - è distinto da brusche sterzate nei temi e nello stile. Non cosí in Paul Auster: chi ha familiarità con la sua opera di romanziere la ritroverà presupposta nelle poesie con totale coerenza, a formare un edificio creativo angosciosamente controllato, dove ogni crepa è consapevole, ogni cesura si rimargina all'interno di un'arte essenziale e visionaria. E anzi, nel dettato a tratti laconico di questi versi Auster riesce a evocare ancor meglio che altrove l'enigma della vita come un succedersi di muri e stanze vuote, di vastità boreali e di cave di pietra; di lunghe attese in chiaroscuro prima che si mostri una vena di metallo prezioso, o una colomba ci riporti il segno che - forse - la nostra solitudine non è senza scampo.
Massimo Bocchiola
Commenti
Non ci sono ancora commenti per questo titolo. Se vuoi, inserisci tu il primo.