Copertina

Paolo Volponi


Il lanciatore di giavellotto


1981
Supercoralli
pp. 202
€ 13,43
ISBN 9788806519872

Un adolescente si perde tra gli affetti e i dolori, i pregiudizi e le barriere sociali della provincia italiana durante gli anni fra il Trenta e il Quaranta. Quanto delle sue insufficienze e delle sue ossessioni è passato a noi?

Il libro

Lanciatore di giavellotto, di dardi, di sguardi, di desideri, il lanciatore di se stesso, era detto in greco con una sola parola.
Questo nuovo romanzo di Volponi assume proprio il tempo di un'adolescenza, la voracità come la fissità del suo classico andare dolorante verso la conoscenza e la vita.
Duramente innestato negli anni fascisti, con una credibilità assoluta dell'ambiente fin nella capillarità degli episodi e delle figure minori, la storia del giovane lanciatore, il protagonista di nome Damín, è l'eterno momento dell'iniziazione sessuale e tribale, limpida e sconvolgente come nella tragedia greca.
La purezza della figura di Damín tenta di resistere oltre l'iniziazione a costo di ripulse, di malvagità, dell'isolamento, nell'ostinazione in un erotismo puberale, ossessivo e parossistico. La conclusione viene da questo rifiuto della vita o dall'impossibilità fatale, come di certi antichi eroi, di aderire ai suoi orrori.
Un racconto senza respiro del Volponi piú bello, fra trafitture realistiche e aneliti poetici, che conclude nella sterilità dolente di un personaggio ove si configura, in controluce, anche la sterilità di un'epoca che ha macinato con miti grossolani, con una rozzezza impudica, l'adolescenza di piú generazioni.

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