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Paolo Spriano


Sulla rivoluzione italiana


1978
Piccola Biblioteca Einaudi
pp. XXXII - 226
€ 6,20
ISBN 9788806015947

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L'originalità del socialismo italiano. Il problemismo di Salvemini. La vecchia Confederazione del lavoro. Lenin e i socialisti italiani (1912-19). Di Serrati o del massimalismo. Mussolini dalla «rivoluzione» alla reazione. Agnelli, eroe del capitalismo. Fortuna e impopolarità dell'«Ordine Nuovo». Le ragioni della scissione di Livorno. Il mito di Amadeo Bordiga. L'intransigenza di Giovanni Amendola. Il fascismo, reazione di classe. La grande spallata del marzo 1943. La rottura col vecchio Stato. Antifascismo operaio nella Resistenza. I giudizi sulla svolta di Salerno. La prima «Rinascita». I partigiani di Fenoglio e di Battaglia. Il Pci dalla liberazione alla Costituente. I tempi di Rodolfo Morandi. Le «scelte di campo» del 1947. I servizi segreti e la storia. La morte di Togliatti. Indice dei nomi.



Il libro

Si colgono, in questi scritti di Paolo Spriano, tante figure di protagonisti e di antagonisti, con la nettezza di un profilo storico, da Turati a Serrati, da Gramsci a Bordiga, da Morandi a Nenni, da Togliatti a Longo, da Gaetano Salvemini a Giovanni Amendola, da Mussolini ad Agnelli, ma il libro non è una galleria di ritratti critici. È, appunto, un discorso complessivo che si intreccia e si incentra Sulla rivoluzione italiana, esaminata prevalentemente nelle due grandi crisi politiche e sociali che ne hanno segnato sinora il corso, travagliato, gli strappi e le sconfitte, le pause, i progressi e le interruzioni, l'incubazione e le componenti. La ricostruzione di avvenimenti e momenti decisivi- fatta cori il linguaggio diretto e accattivante della narrazione - si accompagna, si alterna, a una critica puntuale della storiografia sull'argomento. L'autore sottolinea, in polemica con le piú comuni interpretazioni odierne, l'ampiezza e la profondità della «crisi rivoluzionaria» del 1917-20 e la natura di risposta di classe, reazionaria, del regime fascista. Sulla seconda crisi storica qui considerata, quella del 1943-47, dove protagonistà di tante delle pagine piú vive del volume diventa la lotta operaia e partigiana della Resistenza, Spriano ripropone la validità di un criterio che si fonda su due capisaldi: il carattere di iniziale rivoluzione democratica e antifascista che ha la guerra di liberazione e la gravità dell'interruzione che essa subisce con la rottura del 1947. Il punto di vista comunista, personale e appassionato, dell'autore colpisce vari bersagli a destra e a sinistra, all'interno e all'esterno di una tradizione politica e ideologica. Ogni scritto è tuttavia animato da un bisogno dialogico, e il lettore, il militante e il giovane anzitutto, vi è chiamato come costante interlocutore. Il saggio introduttivo, che conferma l'ispirazione organica della raccolta, ha il valore di un intervento esplicito nell'attuale dibattito generale.

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