Paolo Pejrone![]() La pazienza del giardiniereStorie di ordinari disordini e variopinte strategie
2009
Super ET pp. VIII - 206 € 16,00 ISBN 9788806199883 Le variopinte e semplici strategie di Paolo Pejrone per ricordarci che in giardino non c'è fretta. |
La nostra epoca frenetica ha bisogno di pazienza e tolleranza. Il lavoro del giardiniere, ci rammenta
Paolo Pejrone, richiede un senso diverso del vivere perché «in giardino non c'è fretta». Il coltivare con delicatezza piante, alberi e fiori si rivela, nella sua necessaria lentezza, un modo per cambiare il nostro rapporto con il tempo. La pazienza del giardiniere esprime così l'idea di un giardino fondato sulla semplicità, sul rispetto delle piante, sulla spontaneità attraverso cui devono crescere, contro ogni sofisticazione. Pazienza e attenzione vanno riservate anche agli orti perché, ci ricorda ancora Pejrone, «un orto va seguito con affetto».
E ciò nel momento in cui esso incarna lo spirito del tempo e rappresenta un'utile strategia anticonsumistica, una terapia benvenuta per la guerra contro gli sprechi, la battaglia contro i veleni, la lotta contro tutto ciò che danneggia la nostra salute.
Oppressa da una frenetica gestione del tempo, la nostra epoca ha un grande bisogno di pazienza, virtú protagonista in questo libro di Paolo Pejrone, senza alcun dubbio nostro «giardiniere» per eccellenza, principale responsabile della nuova attenzione culturale che circonda piante e giardini.
Il lavoro del giardiniere richiede un senso diverso del tempo e del vivere: «in giardino non c'è fretta», come recita uno dei capitoli del libro. Il tempo della natura non può essere forzato e costretto. E, in questo modo, l'astuzia della ragione ci conduce a una sorta di «piccola ecologia del bello»: il bello diventa un mezzo per raggiungere il buono. Il curare i fiori, il crescere con delicatezza e attenzione piante e alberi si rivela, nella sua necessaria lentezza, un modo per cambiare il nostro atteggiamento verso il tempo.
La pazienza del giardiniere vuole chiarire e ribadire la concezione, imperniata sulla semplicità, che Pejrone ha del giardino, aborrendo ed esecrando ogni sofisticazione, sia concreta che metaforica. Il libro evidenzia poi il rapporto che la società civile deve avere con il verde pubblico, denunciando il dilettantismo e l'arroganza con i quali spesso si agisce nel costruire e curare giardini e altri spazi comuni.
Molta attenzione è dedicata inoltre agli orti: «un orto va seguito con affetto» ricorda Pejrone. E questo nel momento in cui l'orto incarna lo spirito del nostro tempo e rappresenta un'utile strategia anticonsumistica, una terapia sottile e popolare per la guerra contro gli sprechi, per la battaglia contro i veleni, per la lotta contro tutto ciò che danneggia la salute nostra e del prossimo.
Ma come sempre grande spazio hanno nel libro fiori e piante, attraverso l'inimitabile modo di raccontarle che ha reso Pejrone celebre, grazie a un'elegante brevità, lieve ma intensa.
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