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Paolo Mauri


L'opera imminente

Diario di un critico


1998
Einaudi Contemporanea
pp. VIII - 187
€ 10,33
ISBN 9788806141486

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Parte prima: Conti aperti. conti aperti. Il paradosso del lettore. La gioia di vendere. Chi è il poeta: conversazione. "Voci" per D'Annunzio. Debenedetti e Alfieri. Sinisgalli in abito bianco. Parte seconda: Per una storia degli italiani attraverso i romanzi. I ladri di Bartolini. Aldo Busi, il primato del corpo. Consolo: sognando il passato. Gli scienziati di Del Giudice. I borghesi antieroi di Montefoschi. Italo Calvino: lavorare in pubblico. Le vittime di Cerami. Meneghello: per un'epica della normalità. I mostri di Mari. La galassia Moravia. Gli adolescenti di Tondelli. I contadini di Malerba. Orengo, Evita in Liguria. Il Vangelo secondo Vassalli. Gli uomini antichi di Corrado Alvaro. Biamonti e gli uomini di frontiera. I fantasmi di Tabucchi. In clinica con Ottieri. Bonaviri cronista del fantastico. Indice dei nomi.



Una lettura originale di alcuni tra i principali scrittori del novecento italiano, colti nel particolare momento in cui la loro opera incontra il pubblico.

Il libro

In un'epoca di mutazioni che celebra in piú territori i propri riti di passaggio, l'universo dell'industria culturale e della lettura, per cui si vuole sospettare da piú parti un destino d'estinzione, è uno dei piú inquieti perché piú di altri soffre di un pesante squilibrio fra i suoi protagonisti: i produttori, i critici e i lettori. Dall'interno del meccanismo, Paolo Mauri esercita da anni la sua attenzione critica, di cui questo libro è un sintetico diario. Nella prima parte, mentre si discutono, per cosi dire, i comportamenti dei lettori, magari attraverso quei fenomeni di sincronia che generano i bestseller, si ritorna su alcuni autori come D'Annunzio e Debenedetti o Sinisgalli da cui la stretta contemporaneità non può prescindere. Nella seconda parte, cosi annunciata, si propongono invece materiali «per una storia degli italiani attraverso i romanzi». Da Calvino a Malerba e Moravia, da Cerami a Del Giudice, Biamofiti, Orengo e Tabucchi, il lettore viene condotto attraverso le metamorfosi antropologiche dell'italiano contemporaneo nello specchio dell'immaginario. Ancor piu affascinante è che l'occhio critico muova da una prospettiva insolita, quella dell'«opera imminente», colta cioè nel momento in cui il libro sta per incontrare il suo pubblico: la posizione che rappresenta anche il rischio vero di ogni critica della cultura e ne indica un modo e un movente.

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