Otfried Höffe![]() Globalizzazione e diritto penale
2001
Edizioni di Comunità pp. X - 156 € 17,56 ISBN 9788824506076 Indice
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Traduzione di Sergio Dellavalle
Esiste la facoltà di punire in ambito interculturale? Esiste un diritto penale interculturale? |
La crescente globalizzazione supera agevolmente i confini non solo economici o finanziari ma anche sociali e culturali. Sempre piú spesso, infatti, leggiamo di crimini compiuti a Singapore il cui autore viene arrestato a Francoforte e poi condannato in Gran Bretagna. Né il terrorismo, né il traffico d'armi e di droga, o la tratta di esseri umani, rispettano le frontiere statali. Ciò rende sempre piú urgente la questione relativa all'atteggiamento adottato dagli ordinamenti giuridici nei confronti di coloro che devono essere giudicati da tribunali "estranei" alla loro tradizione culturale. Esiste, insomma, la facoltà di punire in ambito interculturale? Esiste un diritto penale interculturale? Otfried Höffe presenta le sue riflessioni di filosofo - una visione "esterna", non professionalmente prevenuta - discutendo i criteri morali in base a cui valutare la possibilità di "un diritto penale valido egualmente per neri e per bianchi, per ebrei, cristiani, musulmani e buddisti, per agenti di borsa e coltivatori di riso, per i militari serbi e per i mujaheddin afghani". Queste considerazioni si fondano sulla tesi che il diritto penale costituisca un elemento primario in una società vincolata all'ideale dei diritti umani. È infondata, tuttavia, la latente arroganza europea che considera proprio patrimonio esclusivo lo sviluppo di questo concetto. Per dimostrarne il carattere interculturale, Höffe estende il suo sguardo sincronicamente ad altre culture e diacronicamente alla storia, esaminando testimonianze dell'esistenza di questo atteggiamento già nel mondo arcaico, attraverso l'Antico Oriente, la Grecia e Roma.
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