Orhan Pamuk![]() Il mio nome è rosso
2001
Supercoralli pp. 450 € 19,63 ISBN 9788806157999
Traduzione di Marta Bertolini
Traduzione di Semsa Gezgin
Istanbul, 1591. Tra i miniaturisti del Sultano si nasconde un feroce assassino. Per smascherarlo, Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella Seküre, non ci sarà l'amore che ha sognato per dodici anni. Un romanzo corale, ricco di passione e di suspense, che conferma l'eccezionale talento narrativo e la grande sensibilità poetica di Orhan Pamuk.
Altre edizioni:
Il mio nome è rosso. 2005. Super ET
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Nell'inverno del 1591, dopo dodici anni di viaggi in Oriente, Nero ritorna a
Istanbul e trova una città scossa da antiche
inquietudini e nuovissime tentazioni. In
gran segreto (ma ormai tutti lo sanno), il
Sultano ha incaricato lo zio di Nero di realizzare un volume di disegni ispirandosi alle tecniche realiste occidentali. Nello stesso tempo i seguaci del predicatore di Erzurum girano di notte per le taverne e i caffè alla ricerca dei miniaturisti che, vio-
lando i precetti del Corano e tradendo gli
antichi maestri, ritraggono il mondo e
gli esseri viventi «come li vedono» e non
«come li vede Allah».
Con il ritrovamento del cadavere di un
doratore che lavorava per il libro di Zio
Effendi, Nero è costretto a indossare i
panni difficili dell'investigatore. Il premio
per la soluzione dell'enigma sarà per lui la
mano della bella cugina Seküre, che Nero
ha amato fin da ragazzo e che è stata la
causa del suo lungo esilio. Ma l'indagine
fitta di tranelli e pericoli, che lo porterà fino al cuore delle stanze segrete del palazzo del Sultano, gli lascerà ferite profonde, non rimarginabili.
Romanzo d'amore, storia di intrighi
e di misteri, questo nuovo straordinario
romanzo di Orhan Pamuk restituisce la
ricchezza e la malinconia di un mondo
al tramonto. Nel contrasto tra i due vecchi miniaturisti, Zio Effendi e Maestro
Osman, Pamuk riassume una discussione
che continua ancora oggi nel mondo islamico, diviso tra modernità e tradizione.
Da una parte, l'insegnamento di Maestro
Osman per il quale lo stile personale, in
un artista, è un difetto, una stupida e insolente vanità. Dall'altra, chi come Zio
Effendi pensa che «ad Allah appartengono l'Oriente e l'Occidente. Allah ci protegga dai desideri di colui che è puro e non si è mescolato».
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