Copertina

Nando dalla Chiesa


Martina Panzarasa


Buccinasco

La 'ndrangheta al Nord


2012
Passaggi Einaudi
pp. XII - 252
€ 18,00
ISBN 9788806209360

«La mafia al Nord. L'espansione della 'ndrangheta in Lombardia. Milano e i clan. Oggi è materia di discussione, oggetto di inchieste e di libri. Ma per decenni non se ne è parlato. Spesso non se ne è voluto parlare. Per pigrizia intellettuale, per insipienza, per pregiudizio etnico. Anche per interesse, piú o meno complice. Nel frattempo la 'ndrangheta è penetrata nella società lombarda come lama nel burro, trasformandola. Con metodo, con baldanza. Con lo spirito impunito di chi sapeva di potersi muovere a piacimento - in cucina come in salotto - in casa altrui, mentre sull'uscio il proprietario gridava: "Padroni in casa nostra" in direzione della tromba delle scale».

Nando dalla Chiesa, Martina Panzarasa, Buccinasco. La 'ndrangheta al Nord

Altre edizioni: Buccinasco. 2012. eBook

Il libro

Come è potuto accadere che la 'ndrangheta si sia insediata alle porte di Milano? Come è potuto accadere che Buccinasco, la «Platí del nord», ne sia diventata una delle capitali?

La mafia al Nord. L'espansione della 'ndrangheta alle porte di Milano. Come è potuto accadere? L'indagine sull'hinterland sud della città, Buccinasco, Corsico, Cesano Boscone, Rozzano e Trezzano sul Naviglio, ha al suo centro Buccinasco, niente piú che un piccolo gruppo di cascine, diventato, negli anni delle grandi emigrazioni, culla dei clan calabresi. Fino a guadagnarsi il soprannome di «Platí del Nord» - il centro dell'Aspromonte da cui proviene il nucleo piú significativo di immigrati. Buccinasco è stato uno degli epicentri della terribile stagione dei sequestri di persona degli anni Settanta, poi uno dei fortini strategici dello spaccio di stupefacenti, quindi il regno del boss Antonio Papalia, a lungo considerato il piú potente esponente della 'ndrangheta in Lombardia. Proprio lí dove la sinistra allestiva efficienti servizi sociali - e moltiplicava vie dedicate agli eroi dell'antifascismo - i gruppi calabresi lavoravano per il monopolio del ciclo del cemento, contando sul silenzio degli imprenditori e su complicità crescenti. Eppure nulla accade per caso. Cosí la storia di Buccinasco è ricostruita in stretto rapporto con i cicli delle migrazioni, lo sviluppo e il declino delle grandi fabbriche e con l'occhio sempre rivolto a ciò che accade ai piani alti dell'economia e della politica milanese e alla crisi morale di una classe dirigente.

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