Copertina

Miquel de Palol


Il Giardino dei Sette Crepuscoli


1999
Supercoralli
pp. 1082
€ 19,63
ISBN 9788806144487

Traduzione di Glauco Felici

In fuga dalla catastrofe atomica per riscoprire il piacere di narrare: e raccontando, come in un Decameron nucleare e postmoderno, le storie si inseguono e si intrecciano in un unico grande puzzle, alla ricerca del gioiello che tutti vorrebbero, enigmatico Graal del terzo millennio. «Il mondo è il grande labirinto che non esiste da nessuna parte e che compare continuamente. E il labirinto ha soltanto un'entrata e un'uscita per ognuno di noi, e scoprire il finale è un privilegio dei romanzi, ma non della vita».

Il libro

In un torbido futuro remoto (il 2890) viene ripubblicato un testo di otto secoli prima, che si credeva perduto. Appunto, Il Giardino dei Sette Crepuscoli, ambientato nel 2024, quando il mondo è alle prese con il quarto conflitto nucleare. A Barcellona, dove inizia la storia, tutti tentano di fuggire, in cerca di un'improbabile salvezza. Anche il protagonista fugge dalla città stremata, ma a lui tocca il privilegio di raggiungere un raffinato rifugio in un luogo impervio e bellissimo, forse sui Pirenei. Gli ospiti del rifugio, nell'arco di sette giornate, raccontano storie come in una sorta di Decameron nucleare: il primo narratore coinvolge nel proprio racconto altri narratori che espongono a loro volta altre storie, in qualche modo intrecciate tra loro, dando vita a una macchina romanzesca infinita.
La vicenda a cui tutte le narrazioni riconducono è quella di un clan, famigliare ed economico, che è alla ricerca implacabile di un gioiello, la joia, il gioiello per antonomasia, ma forse anche - piú umanamente - la gioia. E, chissà, una sorta di Graal del terzo millennio. Per i protagonisti (e, inevitabilmente, per il lettore) la fantasia e la realtà hanno confini vaghi: passano, da un campo all'altro, storie e personaggi enigmatici o divertenti, allegorici o drammaticamente realistici. I due figli di Lluïsa Cros sono sopravvissuti al loro sanguinoso rapimento? Se sí, qual è la loro identità da adulti? Chi è il misterioso "Omega" che nessuno conosce e sembra governare tutto, ai limiti dell'onnipotenza? E cosa si nasconde nella Banca Mir, dietro le sue altalenanti e inquietanti vicende? La registrazione video in cui un' eterea ospite del rifugio interpreta mastodontici deliri sessuali, è autentica? Qual è il senso (astrale, cosmico, simbolico...) degli alberi che crescono -contro le leggi di natura - nel Giardino dei Sette Crepuscoli? Una delle molteplici letture che questo affascinante romanzo consente è suggerita nel testo: « Il mondo è il grande labirinto che non esiste da nessuna parte e che compare continuamente. Le sue leggi cambiano (e, quindi, è diverso)? Ecco l'esistenza. Sono immutabili (e, quindi, è uno)? Ecco l'universo. E il labirinto ha soltanto un'entrata e un'uscita per ognuno di noi, e scoprire il finale è un privilegio dei romanzi, ma non della vita».

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