Michel Faber![]() I centonovantanove gradini
2006
L'Arcipelago Einaudi pp. 108 € 9,80 ISBN 9788806172077
Traduzione di Giovanna Granato
Un'altra metamorfosi di un autore che non smette di sperimentare con i generi romanzeschi. Dopo il romanzo vittoriano del Petalo cremisi e quello di fantascienza di Sotto la pelle, ora Faber si diverte con quello gotico, e racconta la delicata poesia di un'anima visitata dai fantasmi del proprio passato. |
Centonovantanove sono gli scalini che ogni giorno Siân, una giovane archeologa, deve salire per raggiungere gli scavi in un'abbazia nello Yorkshire. Un giorno incontra un uomo, Mack, e il suo cane. I due diventano amici, anche se non potrebbero essere più diversi:lei turbata da un passato drammatico, lui estroverso e sfrontatamente cinico. Mack le consegna una lettera del XVIII secolo in cui un certo Thomas Peirson confessa l'omicidio della figlia. Questo «baleniere e mercante d'olio» s'intromette negli incubi notturni di Siân, che avverte persino la presenza di un fantasma.
«La mano che le accarezzava la guancia era delicata ma di una grandezza inquietante: sembrava quasi grossa quanto la sua testa. Lei intuiva che se avesse osato schiudere le labbra e gridare la mano avrebbe smesso di accarezzarle il viso per attanagliarle la bocca con quelle dita enormi.
- Non fare resistenza, - le sussurrò la voce maschile, rovente, all'orecchio. - Non serve a niente. Tanto succederà comunque»
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