Maurizio Bettini![]() Cristiana Franco![]() Il mito di CirceImmagini e racconti dalla Grecia a oggi
2010
Saggi pp. XXII - 404 € 28,00 ISBN 9788806188306 Figlia del Sole e di una ninfa, ambiguamente oscillante fra dea e maga, femme fatale e dama soccorrevole, amante vendicativa e divinità benigna, prostituta e madre di eroi, signora della natura selvaggia e maestra di raffinati lussi, da secoli la figura di Circe si modula sulla doppia natura dei pharmaka cui è affidato il suo potere: pozioni potenti, in grado di produrre lugubri degradazioni, ma anche luminose sublimazioni, capaci di rendere l'individuo migliore o addirittura di trasformarlo in dio. |
«Mythologica esplora le innumerevoli metamorfosi a cui i miti classici, dall'antichità fino ai giorni nostri, sono andati soggetti fra racconto, immagini e interpretazione. Il mito infatti non è mai esaurito - c'è sempre un'altra versione da leggere, il mito non è mai concluso - c'è sempre un'altra versione da scrivere».
C'è chi racconta che li trasformasse tutti in maiali prima ancora di chiedere come si chiamassero, chi invece sostiene che prima se li portasse a letto e poi ne mutasse uno in leone, un altro in toro o in ariete o in gallo. Altri dicono infine che non li tramutava affatto, ma semplicemente sapeva rivelare chi già erano, facendone affiorare la natura nascosta di porci o di asini.
Figlia del Sole e di una ninfa, ambiguamente oscillante fra dea e maga, femme fatale e dama soccorrevole, amante vendicativa e divinità benigna, prostituta e madre di eroi, signora della natura selvaggia e maestra di raffinati lussi, da secoli la figura di Circe si modula sulla doppia natura dei pharmaka cui è affidato il suo potere: pozioni potenti, in grado di produrre lugubri degradazioni, ma anche luminose sublimazioni, capaci di rendere l'individuo migliore o addirittura di trasformarlo in dio.
La figura di Circe come perfida seduttrice continuerà a essere composta e ricomposta per secoli fino alle immagini fin de siècle di donna «belva», pronta a invischiare i maschi nella sua sessualità onnivora e ferina. Il lato positivo del potere di Circe sarà invece riscoperto dalle artiste del Novecento, per le quali Circe diventa figura della donna moderna, libera e consapevole, capace di contestare gli stereotipi della cultura eroica patriarcale («Non sei stanco di uccidere? - chiede a Odisseo la Circe di Atwood. - Non sei stanco di dire Avanti?»), ma anche simbolo dei rischi di isolamento e delle difficoltà di comunicazione con l'altro sesso insiti nella nuova condizione femminile.
«- Che cosa c'è? - chiese Penelope aggiustandosi il velo che le copriva i capelli. Telemaco scosse il capo e le prese le mani, come per rassicurarla.
- Deve essere la luce, - rispose alzando gli occhi, - non vedi com'è strana?
Il merlo era comparso di nuovo e, a piccoli scatti, si era avvicinato alla riva, per poi allontanarsene bruscamente. Telemaco ebbe l'impressione che la macchia di sole lo seguisse.
- Sei sicuro che questa terra sia Aiaie?
- Sicurissimo, siamo giunti all'isola di Circe».
Commenti
molto interessante e scritto in maniera semplice e comprensibile. per chi, come me, amante della mitologia, un bel regalo da gustare e da consigliare a tutti.