Copertina

Massimo Gaggi


Edoardo Narduzzi


La fine del ceto medio

e la nascita della società low cost


2006
Gli struzzi
pp. X - 142
€ 13,50
ISBN 9788806180331

«Nuovi ricchi che spuntano ovunque e ostentano la loro opulenza, improvvise povertà anche tra i lavoratori e i pensionati, progressivo assottigliamento dei ceti medi che perdono reddito e sicurezze. Ma anche una nuova massa di consumatori low cost, con piú facilità nell'organizzarsi e piú forza per soddisfare le proprie esigenze».

Il libro

Il ceto medio sta per uscire di scena, dopo essere stato per oltre due secoli l'elemento fondante della società occidentale. Esaurite le ragioni economiche, politiche e sociali che l'avevano fatta emergere, questa classe non riesce piú a adattarsi ai cambiamenti imposti dalla globalizzazione. Il bastone del comando passa dai produttori ai consumatori. Nella società prende forma un ceto indistinto, la classe della massa, che vuole soprattutto consumare di piú. È una rivoluzione insidiosa per la politica, ma non priva di contenuti democratici. Sulle sue bandiere sono impressi i marchi di Ryanair, Ikea, Wal-Mart, Skype, Zara, Google. È la rivoluzione «low cost» prodotta da un capitalismo capace di standardizzare ogni cosa ma anche di personalizzare la sua offerta. Condannando al tramonto anche il costoso welfare del dopoguerra europeo e disegnando un futuro «low cost» anche per i servizi pubblici.

Il lungo addio dell'Occidente alla propria tradizione industriale coincide con il crepuscolo del consumatore borghese, stretto nella morsa della globalizzazione e scosso dalla rivoluzione «democratica» nei nuovi consumi di massa. Una realtà caratterizzata da un'equazione sociale altrettanto originale: piú consumi, piú squilibri. Per le imprese - sempre piú attratte dall'Asia, dove stanno crescendo miliardi di nuovi capitalisti - è un'occasione per rigenerare la presenza sui mercati occidentali. Per la politica è una sfida formidabile: entra in crisi la logica fondante del modello europeo e con essa l'organizzazione storica del welfare. L'Italia, vittima delle sue contraddizioni storiche, non riesce a reagire e a riorganizzarsi: la sua originalità produce valore altrove e il suo modo di vivere diventa impresa ovunque tranne che in patria. Il governo del mondo senza ceti medi richiede visioni limpide e una leadership politica determinata, pronta a rischiare. L'Europa appare in affanno, ma la sua cultura umanistica è l'unica in grado di attenuare la spinta al consumismo estremo della società low cost.

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