Mario Lavagetto![]() La cicatrice di MontaigneSulla bugia in letteratura
2002
Biblioteca Einaudi pp. XI - 341 € 21,70 ISBN 9788806159023 Indice
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Quasi alla fine del loro viaggio, Baldus e i suoi compagni avvistano in lontananza una zucca gigantesca, che, se fosse ancora tenera e mangiabile, potrebbe sfamare tutti gli abitanti del mondo: ora è secca, vuota e nella sua cavità i semi residui suonano in ordine sparso come sonagli. È la casa della bugia, delle cose leggere e vane, in cui vengono puniti gli astrologi, i cantori e i poeti. Questo libro può essere considerato una rapida ricognizione all'interno di quella zucca miracolosa: ricognizione parziale e deliberatamente assolutoria, che si limita a considerare in che modo, in base a quali contratti e con quali conseguenze, la bugia funziona all'interno di testi tanto disparati come l'Odissea o Pinocchio, la Recherche o Una storia vera di Luciano. Attraverso l'epica e la novella, il teatro e l'autobiografia, il romanzo epistolare e il racconto fantastico il libro mette in luce i diversi dispositivi a cui gli autori sono ricorsi per rappresentare una costruzione linguistica - la bugia - sempre minacciata, che il minimo lapsus può disintegrare e che, tuttavia, conta su un regime di originaria indecidibilità. E allora chi o cosa dirà al lettore che il bugiardo sta mentendo? Di quali indizi e di quali prove dispone per scoprirlo? A quali competenze potrà affidarsi se, come diceva Kafka, «in un mondo di menzogna, la menzogna non viene bandita dal mondo nemmeno attraverso il suo contrario, ma attraverso un mondo di verità»?
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