Copertina

Maria Corti


Le pietre verbali


2001
I coralli
pp. 126
€ 11,36
ISBN 9788806160357

Nella Milano nebbiosa del '66-'67 inizia ad aleggiare un sogno collettivo, un sogno di rivoluzione, che si esprime nell'uso irriverente e innovativo del linguaggio studentesco. Comincia da qui il nuovo romanzo di Maria Corti. Rilettura lirica e insieme puntuale del Sessantotto, messo a fuoco a partire dalle potenzialità sovversive dell'immaginazione giovanile. Una stagione breve in cui creatività e ribellione sono andate di pari passo. Prima che il burocratese della politica cancellasse la spontaneità dei gerghi.

Il libro

Berto Casati, professore di lettere al liceo Beccaria di Milano, si accorge - siamo negli anni immediatamente precedenti alla grande ondata contestataria del Sessantotto - che la sua difficoltà a trovare un rapporto con gli studenti ruota attorno a un problema linguistico. I ragazzi non parlano piú la sua lingua; il loro gergo apparentemente innocuo è in realtà il sintomo di una ventata di cambiamento che sta per investire la normale dialettica generazionale e sociale. La giovane e brillante figlia di Casati, Donatella, e i suoi coetanei sono colti nella loro quotidianità fatta di istantanee del mondo scolastico e familiare, nelle loro discussioni, nel contraddittorio rapporto con la cultura che viene loro insegnata e con i depositari di quest'ultima, genitori e insegnanti, analizzati con bonaria ironia. I legami fra i giovani sono di intensa solidarietà, di esplorazione comune di un territorio che è allo stesso tempo fisico (una Milano che pare sospesa, in attesa di qualcosa che ne scompigli la densa nebbiosità) e sentimentale (la libertà delle corse in moto, i primi amori).
Pochi anni e la contrapposizione generazionale si trasforma in un fatto politico. Lo scenario cambia, cosí come alcuni dei protagonisti. Donatella è approdata all'Università di Pavia, sonnacchiosa cittadina di provincia; eppure anche qui la Storia attecchisce attraverso l'attività frenetica del movimento studentesco. Ma la voglia di cambiamento perde rapidamente il suo aspetto piú creativo ed eversivo, e il linguaggio dei tatzebao si fa burocratico e tetro. La fantasia al potere rimane il sogno di un attimo. E Marta Torci, docente di letteratura italiana, sarà la partecipe e disincantata spettatrice di questa evoluzione.
Alternando parti narrative e dialogate a citazioni e digressioni da grande saggista, Maria Corti si pone ancora una volta fuori dai generi letterari consolidati, riuscendo sempre a cogliere i nodi simbolici di un'epoca e proiettandoli nei meccanismi senza tempo della cultura.

Altri titoli di Maria Corti in catalogo: Percorsi dell'invenzione, Ombre dal fondo e Catasto magico.

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