Marco Revelli![]() La politica perduta
2003
Vele pp. 138 € 7,00 ISBN 9788806167042 La politica riproduce ormai senza controllo il male da cui dovrebbe proteggerci: disordine, violenza, paura. Per un nuovo modello di vita pubblica occorre: una rigorosa critica della potenza, una rinuncia consapevole al mito della forza. |
La crisi della politica è sotto gli occhi di tutti. Da garanzia di ordine e sicurezza, essa si sta rovesciando nel proprio contrario: in fattore di insicurezza, violenza, paura. Lo dimostra un quindicennio di nuovo disordine mondiale, dalle cosiddette guerre umanitarie fino alla recente avventura irachena.
Il libro mette a fuoco questa caduta, sfuggendo alla tentazione di ridurne l'origine a cause contingenti, e indicandone invece il significato profondo nell'esaurimento di quella che qui viene chiamata la politica dei moderni. Di quel vero e proprio «paradigma» fondato sull'idea che dall'uso monopolistico del male - la forza concentrata nelle mani del sovrano - possa derivare un bene collettivo: la sicurezza, la pace, l'ordine sociale.
Per uscirne - per ritrovare la politica perduta - sarà necessaria un'operazione simile a quella che la teologia contemporanea ha compiuto, con Hans Jonas, nei confronti dell'idea di Dio dopo Auschwitz: una sorta di «abbassamento», una rinuncia all'enfasi sui mezzi di potenza. Addirittura, una critica esplicita della categoria stessa di potenza (fonte dei mali piú che strumento delle soluzioni), a favore invece di logiche «altre»: cooperative, connettive, relazionali.
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