Marco Paolini![]() Bestiario italiano
2000
Stile libero Video pp. 180 € 18,08 ISBN 9788806155957 Indice
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Musica di Daniela Basso
Musica di Silvia Busato
Musica di Stefano Olivan
Musica di Lorenzo Pignattari
Musica di Francesco Sansalone
Musica di Cristina Vetrone
Contributi di Enzo Alaimo
Contributi di Ignazio Buttitta
Contributi di Ernesto Calzavara
Contributi di Dino Campana
Contributi di Giorgio Caproni
Contributi di Edoardo Firpo
Contributi di Salvatore Di Giacomo
Contributi di Biagio Marin
Contributi di Alda Merini
Contributi di Mario Luzi
Contributi di Umberto Saba
Contributi di Andrea Zanzotto
«La musica è un tappeto di note su cui far viaggiare le parole. La musica è come il canto di un motore a due tempi». Marco Paolini Uno scatenato viaggio on the road su e giú per l'Italia che cambia, che si rifiuta di essere omologata, sospesa fra memoria e assenza, che è distrutta e che rinasce. Dal Veneto alla Sicilia e ritorno, parlando tutte le lingue su un tappeto musicale che le fa viaggiare felici e libere. E liberi e felici si sentono gli spettatori-complici dell'ultimo spettacolo di Marco Paolini. La poesia, la lingua e la memoria come fondamenti di un'identità sul punto di scomparire, nel gesto e nella parola di un cantore civile capace di restituire alla scena il senso antico e profondo di una comunità.
Altre edizioni:
I cani del gas. 2002. Stile libero
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Le nostre lingue, il tesoro parlato d'Italia, sono destinate forse a restare un ricordo: il Bestiario italiano le congela e le salva, trasportandole in una narrazione fatta di parole e musica. Acre e festoso insieme, questo spettacolo (portato di recente in una fortunata tourneé nazionale) è figlio di Bestiario veneto, perché è anch'esso un viaggio non di grandi distanze ma di avventurosi, sorprendenti microspostamenti. Allargato però all'Italia intera. Mentre evoca separazioni e separatismi, Paolini s'immerge e ci fa immergere in una polifonia di suoni e parole, sotto cui vibra un sentimento vero, eppure del tutto inedito, di cosa oggi voglia dire essere italiani, sospesi fra la memoria e la sua scomparsa. Uno sguardo ironico e divertito sull'Italia che si traversa viaggiando, mentre un nuovo paesaggio si rivela e il montaggio di voci poetiche diversissime forma un tessuto profondo e finisce col generare un'unica lingua, che si affida alla voce di Paolini e alla bravura di un gruppo di musicisti, per metà veneti e per metà napoletani, che rielaborando folk e blues ci restituiscono un'energia compatta e mozzafiato.
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