"Caro amico ed editore, mi rimproverate, a quanto pare, il mio sitema di ritocchi e riconosco che complica tutto, - scrisse Marcel Proust a Gaston Gallimard che protestava per l'uso che egli faceva delle bozze. - Ma quando mi avete chiesto di abbandonare Grasset lo conoscevate". Proust spesso trascurava di correggere gli errori di stampa per aggiungere e creare ancora. "Giacché avete la bontà di trovare nei miei libri una certa ricchezza che vi piace, ditevi che essa è dovuta proprio a questa superalimentazione che io infondo in essi vivendo".
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