Manlio Brusatin![]() L'arte dell'oblio
2000
Saggi pp. XI - 120 € 20,66 ISBN 9788806153281 Indice
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Indice "Questo libro come Arte dell'oblio, arte che si sa già ma che è necessario imparare, sta in qualche modo dalla parte opposta dell'Arte della meraviglia (1986). Un' "arte che ci prende e che ci perde" vale allo stesso tempo per meraviglia e oblio. Queste mi sembrano le due sponde del letto galleggiante delle arti, nel modo in cui si fanno e si disfanno, si trovano fatte o sfatte". |
"Si tratta di una passeggiata nel bosco che le arti possono ancora raccontare, obliando la vita ingombrante dei sogetti che crescono troppo compresi nella loro mostruosa identità", scrive Brusatin nella chiusa del suo libro. Passeggiata, si può aggiungere, lungo il Lete, il fiume dell'oblio che scorre tra sonno e silenzio. Fuor di metafora, l'oblio è il luogo delle sfumature, del divenire, di ciò che non resta ma cambia, di ciò che muore per rinascere, di un vuoto che sarà riempito. E l'indagine su questo vuoto parte da lontano, dalla mitologia classica, culla del concetto di oblio e dlele sue figurazioni: non solo il Lete ma anche le Grazie, di cui una andò in sposa al Sonno, ministre di Afrodite, figure della bellezza fugace. Poi la ricerca si sposta su altri temi e altri oggetti: le città abbandonate, invase dal silenzio, architetture umane destinate a trasformarsi in architetture naturali - e il simbolo di tutte le città dell'oblio è Venezia, che ha ormai rinunciato a ogni volontà di crescita; la cenere e il fumo, ovvero ciò che rimane di quello non c'è più, e dunque segni di oblio; i luoghi in cui ci si perde e si finisce per ritornare sempre sui propri passi, sempre negli stessi posti; certi dipinti olandesi del Seicento, luoghi del vuoto così in contrasto con il contemporaneo horror vacui barocco; fino a un saggio sui colori del corpo e dell'anima. Attraverso un linguaggio suggestivo, ricco di immagini e fascino, Brusatin indaga le forme in cui la dimenticanza si insinua nella vita e nell'arte.
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