Luigi Magnani![]() Il nipote di Beethoven
1972
Supercoralli pp. 155 € 10,33 ISBN 9788806351212
«...Una "finezza ", da intendersi come inquieta sensibilità alla
poesia, assolutamente fuori da ogni schema storico: inedita... Il
nipote di Beethoven è uno dei romanzi piú belli che ci sia capitato di leggere da molto tempo a questa parte». Alberto Bevilacqua |
«La vigilia della sua partenza per l'Italia, dove il reggimento cui apparteneva
era designato a rinforzo delle nostre
truppe durante i moti del '31, Karl van
Beethoven affidò alla mia custodia (se
mai non tornassi...) le lettere del suo
grande congiunto a lui dirette e un plico
contenente il manoscritto delle sue confessioni». Cosf scrive Karl Holz, secondo
violino del quartetto Schuppanzing, che,
dopo la prematura morte dell'amico, si
fa editore di quel documento: è l'artificio narrativo con cui si apre questo libro
singolare e «segreto» , al crocevia tra il
romanzo e il saggio. Ne è autore Luigi
Magnani, uno dei piú preparati musicologi italiani, intento da anni a studi beethoveniani. È stato appunto da un appassionato e approfondito vaglio delle
fonti storiche che è nata la libera, ma
non mai arbitraria, narrazione del Nipote.
Karl van Beethoven racconta dunque
in queste pagine la vicenda del tormentoso sodalizio con il suo grande zio, che
si illuse di riconoscere in lui l'incarnazione del suo ideale umano. Ludwig prova
per il piccolo Karl sentimenti che vanno
al di là dell'affetto filiale, e nascondono
inquietanti ambiguità, in cui si mescolano sofferenza e dolcezza. Ma il giovane
ha solo le apparenze di una preda indifesa, e passa presto a condurre un drammatico gioco psicologico che lo vede trasformarsi in un sottile torturatore.
Sullo sfondo di una Vienna romantica
e moralistica, licenziosa e intellettuale,
tra collegi, balli in maschera e grandi dimore di campagna, la trama dei difficili
rapporti tra zio e nipote è intessuta di
gelosia e di violenza, di tradimenti e riconciliazioni. Per Beethoven, il nipote
costituí la piú profonda esperienza emotiva, la piú grande avventura sentimentale della sua vita, che ne uscí sconvolta, esaltata, umiliata.
«Musicologo di chiara fama, docente, editore ed esploratore dei
"quaderni di conversazione " in cui si affidano i colloqui del Grande Sordo, e inoltre scrittore per vocazione, per gusto, Magnani
immagina di rintracciare il manoscritto delle confessioni, delle
memorie del nipote Karl. La vicenda viene vissuta dall'altra
parte della barricata, da un punto di vista, cioè, che si colloca
all'opposto di quello dei biografi di Beethoven».
Piero Dallamano
Massimo Mila
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